Finestre sull'azzurro tra i profumi della macchia mediterranea. Fare un trekking su un sentiero panoramico e scoprire angoli di entroterra ancora poco battuti è un altro modo di vivere il mare. A volte basta deviare, anche di poco per lasciare i luoghi affollati e vivere la natura in tutta la sua bellezza.
1. Liguria, Cinque Terre - Il Sentiero dell’Infinito
- Percorso: Portovenere - Campiglia - Colle del Telegrafo - Santuario di Montenero - Riomaggiore.
- Distanza indicativa: circa 14 km complessivi, combinando più tratti della rete escursionistica; il Parco indica 4,725 km per Portovenere-Telegrafo e 4,498 km per Telegrafo-Riomaggiore, cui si sommano i raccordi intermedi.
- Difficoltà: escursionistica; consigliato a camminatori allenati per sviluppo, dislivelli e tratti a gradoni.
- Tempo: almeno mezza giornata, meglio 5-6 ore con soste panoramiche.
Il percorso collega Portovenere con Riomaggiore, primo borgo delle Cinque Terre arrivando da levante. Si parte da piazzetta Bastreri, salendo accanto al Castello Doria; appena superato il castello, lo sguardo si apre sul Golfo dei Poeti e sulle isole Palmaria, Tino e Tinetto.
Il tracciato segue i segnavia della rete CAI e del Parco, attraversando Campiglia e il Colle del Telegrafo. Da qui si scende verso Riomaggiore attraverso macchia mediterranea, nuclei storici, coltivi terrazzati e scorci vista mare. Una sosta al Santuario di Nostra Signora di Montenero, a circa 340 metri di quota, è il modo migliore per prepararsi all’ultimo tratto verso il borgo pastello di Riomaggiore.
Da non perdere: i panorami sulle isole del Golfo dei Poeti, i terrazzamenti delle Cinque Terre, i muretti a secco e la discesa finale verso Riomaggiore.
Nota pratica: controllare sul sito del Parco Nazionale delle Cinque Terre lo stato dei tratti 598-1 e 593/SVA e gli eventuali avvisi meteo o chiusure temporanee.

2. Sicilia, Eolie, Stromboli - Trekking sul vulcano con guida autorizzata
Non si è mai davvero soli su quest’isola. A vegliare sugli stromboliani e sui visitatori è “Iddu”, il vulcano che giorno e notte si fa sentire con brontolii ed esplosioni. Proprio per questa attività costante, l’escursione va raccontata oggi con maggiore precisione: la salita ai crateri sommitali purtroppo
Il modo più corretto e sicuro di vivere Stromboli è affidarsi a guide vulcanologiche autorizzate, che definiscono orari, quota massima raggiungibile, attrezzatura e percorso in base alle condizioni del vulcano e alle ordinanze in vigore. Anche se dal 2019 non si possono più raggiungere raggiungere le bocche sommitali, il paesaggio resta memorabile: la Sciara del Fuoco, il mare aperto delle Eolie e, nelle giornate più terse, le sagome delle altre isole e dell’Etna.
Da non perdere: il tramonto sul cono vulcanico e, quando consentita, l’osservazione in sicurezza dell’attività stromboliana dai punti panoramici autorizzati.
Info sull'accesso all’area vulcanica di Stromboli
L’accesso all’area vulcanica di Stromboli è regolamentato in base alle quote altimetriche e alle condizioni di sicurezza.
Fino a quota 290 m s.l.m.
È consentita la salita libera e in autonomia, senza l’accompagnamento di una guida, esclusivamente lungo i percorsi autorizzati.
Da quota 290 a quota 400 m s.l.m.
L’accesso è consentito solo con l’accompagnamento di guide alpine o vulcanologiche autorizzate.
Oltre quota 400 m e fino all’area sommitale/craterica
L’accesso è interdetto al pubblico. Le quote sommitali e l’area dei crateri non sono attualmente accessibili per motivi di sicurezza legati al rischio vulcanico.


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3. Sardegna, Buggerru-Masua - La Costa delle Miniere
- Percorso: Buggerru, Planu Sartu, Cala Domestica, Canal Grande, Masua/Porto Flavia; può essere percorso anche in senso inverso come tappa del Cammino Minerario di Santa Barbara.
- Difficoltà: impegnativa per sviluppo, dislivelli, esposizione al sole e tratti con scarsa copertura telefonica.
- Acqua: almeno 3 litri a persona sono consigliati dalla Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara per la tappa Masua-Buggerru.
- Interesse: paesaggio costiero, archeologia industriale, geologia e testimonianze minerarie.
Un trekking scenografico e di grande interesse geologico e industriale. In località Canal Grande si osservano reperti fossili tra i più antichi del pianeta, mentre lungo il cammino si alternano luce abbacinante, falesie, macchia mediterranea e memoria mineraria.
Buggerru, oggi nota anche tra i surfisti, tra Otto e Novecento fu un importante centro minerario. La Galleria Henry, nella miniera di Planu Sartu, fu realizzata per trasportare il minerale dai cantieri alle laverie con un treno a vapore: è lunga circa un chilometro, corre a circa 50 metri sul livello del mare e si visita su prenotazione.
Il percorso prosegue tra Planu Sartu, Cala Domestica e Canal Grande, fino all’area di Masua. Qui Porto Flavia, realizzato nel 1924 su progetto dell’ingegner Cesare Vecelli, rappresenta un’opera di ingegneria mineraria unica: permetteva di caricare il minerale direttamente sulle navi attraverso una finestra aperta nella falesia.
Da non perdere: Galleria Henry, Cala Domestica, Canal Grande, Porto Flavia e la vista sul Pan di Zucchero.
Nota pratica: per sicurezza, scaricare mappe offline, verificare le condizioni del tracciato e valutare l’accompagnamento di guide locali, soprattutto in estate o con vento forte.

4. Campania, Costiera Amalfitana - Il Sentiero degli Dei
- Percorso ufficiale CAI 327: Bomerano di Agerola - Nocelle di Positano.
- Distanza CAI: 5,3 km fino a Nocelle; molti itinerari turistici indicano 7-8 km includendo raccordi, varianti o discesa verso Positano.
- Difficoltà: E - escursionistico.
- Tempo CAI: circa 2 ore fino a Nocelle; prevedere 3-4 ore con soste, fotografie e prosecuzione verso Positano.
È la più celebre escursione della Costiera Amalfitana. Il Sentiero degli Dei parte da Bomerano, frazione di Agerola, e raggiunge Nocelle, sopra Positano, lungo il sentiero CAI 327. Da Nocelle si può scendere a Positano a piedi, affrontando una lunga scalinata, oppure utilizzare il bus locale.
Il percorso sovrasta la Costiera con viste spettacolari su Capri, sui Monti Lattari e sul mare. Oltre ai panorami, vale la pena aguzzare l’olfatto: lecci, corbezzoli, erica, rosmarino e macchia mediterranea accompagnano buona parte del cammino. E spesso, lungo il tracciato, non mancano pecore e capre.
Prima di partire da Agerola, lasciare un po’ di spazio nello zaino per pane, prosciutto e mozzarella locale: non è solo una nota gastronomica, ma un modo coerente di legare il trekking al territorio.
Da non perdere: la variante panoramica presso Colle La Serra, i ruderi rupestri e l’arrivo a Nocelle con vista su Positano.
Nota pratica: il tracciato è esposto al sole e in parte su fondo irregolare: partire presto nei mesi caldi, portare acqua e scarpe da trekking.

5. Marche, Monte Conero - L’anello di Portonovo
- Percorso: sentiero 309 del Parco del Conero, con partenza dalla Piazzetta di Portonovo.
- Distanza: circa 2,3 km.
- Tempo: circa 1 ora, escluse soste e deviazioni.
- Difficoltà: facile; adatto a una passeggiata naturalistica, scegliendo le ore meno calde.
Il sentiero 309 esplora in modo breve ma efficace la baia di Portonovo, uno dei luoghi più riconoscibili del Conero. Dalla piazzetta si procede verso il Lago Grande e la spiaggia del Molo, con il mare da un lato e il verde del monte dall’altro.
Il percorso tocca il Fortino Napoleonico, la Torre de Bosis, la Chiesa di Santa Maria di Portonovo e il Lago Profondo, per poi rientrare alla piazza di partenza attraverso la macchia mediterranea. È una camminata accessibile e suggestiva, ideale quando si vuole alternare spiaggia, natura e piccole architetture storiche.
Da non perdere: la Chiesa di Santa Maria di Portonovo, i due laghetti salmastri e gli scorci verso gli scogli della baia.
Nota pratica: nei mesi estivi la baia è molto frequentata: meglio partire presto o scegliere la bassa stagione. Prestare attenzione se il mare è mosso nei tratti prossimi all’arenile.

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