Nel cuore del Canavese, a un chilometro dal centro storico di Agliè, Bandiera arancione del TCI nota per il suo castello ducale inserito nel circuito delle residenze reali sabaude, si trova uno dei luoghi più suggestivi della letteratura italiana del Novecento: il Meleto, la villa che fu residenza estiva del poeta e scrittore Guido Gozzano e che conserva intatto il suo fascino rétro. Una casa sospesa nel tempo, immersa nel verde, dove il visitatore può entrare in contatto con l'universo poetico di uno dei maggiori esponenti del Crepuscolarismo italiano e una delle voci più originali, tutta da riscoprire, della letteratura italiana.

La villa ottocentesca assunse il suo caratteristico aspetto liberty nel 1904, quando il giovane poeta nato a Torino nel 1883, affascinato dalle eleganze dell'Art Nouveau francese, insieme alla madre contribuì a rinnovarne gli ambienti e l'estetica. Ancora oggi il piccolo giardino romantico, il laghetto con l'isolotto, il celebre viale dei meli e gli interni accuratamente conservati, restituiscono al visitatore l'atmosfera che ispirò alcune delle sue opere più celebri.

Aglié, nella casa di Guido Gozzano / foto Giacomo Fè

Tra le stanze più emozionanti, piccole e raccolte, vi è senza dubbio il celebre "salotto di Nonna Speranza" evocato nella poesia L'amica di Nonna Speranza. Qui prendono forma le celebri "buone cose di pessimo gusto": mobili austeri, ninnoli delicati, fotografie, cimeli di famiglia, acquerelli di Massimo d’Azeglio, campane di vetro e piccoli oggetti borghesi che Gozzano trasformò in simboli poetici di una memoria affettuosa e ironica. Il Meleto appare così come un microcosmo della provincia piemontese di fine Ottocento, un universo domestico fatto di ricordi, nostalgie e dettagli quotidiani elevati a poesia.

Aglié, nella casa di Guido Gozzano / foto Giacomo Fè

Eppure è riduttivo parlare di Gozzano soltanto come del cantore di questo quieto mondo domestico. Dietro il poeta delle stanze silenziose e delle fotografie ingiallite si nasconde infatti una figura sorprendentemente aperta all'altrove e al confronto con altre culture. È affascinante pensare come l'autore che seppe immortalare il salotto di Nonna Speranza e le atmosfere raccolte del Canavese sia stato anche un viaggiatore capace di guardare oltre i confini della propria terra, spingendosi fino alle lontane terre dell'India, dimostrando una curiosità culturale ben più ampia di quanto gli stereotipi sul Crepuscolarismo possano suggerire.

Agliè, il Castello Ducale / foto Giacomo Fè

Nel 1912 infatti, sfidando le difficoltà imposte dalla tubercolosi che lo accompagnò per gran parte della vita, e che nel 1916 ne causò la morte a soli 32 anni, Gozzano intraprese un lungo viaggio verso l'India e l'Oriente, esperienza straordinaria per un intellettuale italiano dell'epoca. Da quel viaggio nacquero reportage, appunti e riflessioni raccolti poi nell'opera Verso la cuna del mondo mentre al Meleto, un angolo della camera da letto di Guido conserva ancora le testimonianze e gli oggetti legati al suo viaggio in Oriente.

La storia della villa non si è fermata con la morte del poeta. Dopo vari passaggi di proprietà, con la dispersione di arredi e memorie, grazie al padre dell’attuale proprietaria Lilita Conrieri, che lo acquistò negli anni Settanta, il Meleto è stato oggetto di tre anni di lunghi e pazienti lavori di recupero che hanno consentito di ricostruire gli ambienti descritti nelle opere gozzaniane e di aprirlo al pubblico. Grazie alla sensibilità e alla dedizione di questa famiglia che, con le sue sole forze, continua a custodire e valorizzare questo prezioso patrimonio culturale, il Meleto è oggi una delle case-museo letterarie più affascinanti del Piemonte.

Aglié, nella biblioteca di Guido Gozzano / foto Giacomo Fè

Un luogo dove la memoria letteraria continua a vivere tra i profumi del giardino, il silenzio delle stanze e l'ombra gentile dei meli che ancora oggi danno il nome a questa straordinaria dimora. L’impegno e la disponibilità dei Conrieri, che meriterebbe un maggior supporto da parte delle istituzioni, rappresenta un esempio concreto di come la tutela del patrimonio privato possa diventare un servizio alla collettività, permettendo a studiosi, appassionati e visitatori di entrare in contatto con un luogo fondamentale della storia letteraria italiana.

Aglié, nella casa di Guido Gozzano / foto Giacomo Fè

Informazioni

Il Meleto (via Meleto 23, tel. 3486955290, gliamicidiguidogozzano@virgilio.it), è aperto per visite guidate venerdì, sabato e domenica ore 9-19, anche su prenotazione per gruppi e scuole.