È come se Alessandro Manzoni avesse voluto lasciarci una mappa per contestualizzare I Promessi Sposi. Quasi per vederli dal vivo sulle sponde di “Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno”. I luoghi manzoniani sono diventati, nel corso di due secoli, tappe di itinerari per appassionati di letteratura e non solo. Curiosi di vedere dal vivo quelle che oggi vengono chiamate location ma che un tempo erano le scenografie naturali al servizio della fantasia di Manzoni.

In alcuni casi lo scrittore milanese ha indicato luoghi precisi, in altri, i luoghi sono stati determinati dalla tradizione o da un’intuizione quasi da manuale di marketing contemporaneo. Lecco, Milano e la Brianza sono l’epicentro narrativo e biografico di Manzoni che, nonostante i numerosi viaggi e lunghi soggiorni all’estero, è sempre rimasto molto legato alle sue radici familiari e culturali.

Lecco ovviamente la fa da padrona con decine di citazioni e non mancano infatti targhe esposte all’esterno dei siti indicati e qualche itinerario turistico creato ad hoc. Tra i luoghi più noti, oltre ovviamente al lago di Como, il villaggio dei pescatori di Pescarenico (un rione di Lecco sulla riva sinistra dell’Adda), il palazzotto di don Rodrigo (via Allo Zucco 6), la presunta casa di Lucia (via Caldone 19). Molto interessante anche il Civico museo manzoniano (www.simulecco.it) nelle cui sale sono esposte illustrazioni dei luoghi attraverso una serie di stampe del territorio di Lecco tra il XVIII e XIX secolo.

Panorama di Lecco dove Alessandro Manzoni ambientò una parte de I Promessi Sposi

È tutto il territorio lecchese a ospitare tappe di questo itinerario manzoniano che include anche la casa del sarto a Chiuso, la Chiesa dei SS. Valeria e Vitale a Olate, nota come la chiesa di don Abbondio, e il Monte Resegone che, sullo sfondo, osserva tutto e tutto sa. E poi la Cappella dei morti di peste a Malgrate, il Castello dell’Innominato a Vercurago, dove si trova anche la Taverna della Malanotte, la preferita dei Bravi che qui passavano la loro giornata a bere e a giocare a carte.

Il rione Pescarenico, sulla riva sinistra dell’Adda

Scendendo verso Milano prima merita una sosta la Chiesa di San Maurizio a Monza, dove era situato il convento della Monaca di Monza.

Le tappe del capoluogo sono sia bibliografiche sia biografie e includono la Casa del Manzoni (www.casadelmanzoni.it) dove visse con moglie e figli, il Famedio al Cimitero Monumentale dove è sepolto, la Chiesa di S. Fedele che frequentava.

La statua di Alessandro Manzoni a Milano in piazza San Fedele

Più difficile ritrovare invece il Lazzaretto, quadrilatero che si riesce solo in parte a immaginare tra le odierne via S. Gregorio, via Lazzaretto, viale Vittorio Veneto e corso Buenos Aires. Stesso discorso per il Forno delle Grucce dove Renzo assiste all’assalto della folla inferocita. Al suo posto, nell’attuale Corso Vittorio Emanuele II, l’unico assalto possibile è quello durante i saldi di fine stagione. Con buona pace del Manzoni.

La casa museo del Manzoni a Milano