La Val Codera è una valle laterale della Valchiavenna, in Lombardia, famosa per ospitare uno degli ultimi borghi alpini italiani raggiungibili esclusivamente a piedi. Per arrivare a Codera, piccolo villaggio di pietra sospeso sopra il lago di Novate Mezzola, bisogna affrontare circa due ore di cammino e oltre 600 metri di dislivello lungo un’antica mulattiera scavata nella roccia.
Niente automobili, niente strada carrozzabile, nessun traffico. Solo gradini di granito, castagni, silenzio e una comunità che continua a vivere in montagna tutto l’anno.
È proprio questo isolamento a rendere la Val Codera una delle destinazioni più affascinanti per chi cerca trekking autentici, turismo lento e borghi alpini non omologati.

Come arrivare in Val Codera
L’accesso principale a Codera parte da Novate Mezzola, in provincia di Sondrio. Da qui si imbocca una lunga mulattiera storica che sale verso il borgo attraverso boschi di castagni e tratti scavati direttamente nella roccia.
Dati del trekking per Codera
- Punto di partenza: Novate Mezzola
- Tempo di percorrenza: circa 2 ore
- Dislivello: circa 620 metri
- Difficoltà: media
- Accesso automobilistico: assente
Durante la salita il panorama si apre progressivamente sul lago di Novate Mezzola e sul lago di Como, mentre il sentiero alterna tratti acciottolati a lunghi gradini irregolari.
Il percorso è ben mantenuto e sicuro, ma richiede un minimo di allenamento. Non è un’escursione da affrontare distrattamente: tutto ciò che serve va portato con sé, perché a Codera non esiste alcuna strada.

Il borgo alpino dove si vive ancora senza auto
Codera si trova a circa 850 metri di altitudine e conta pochissimi residenti permanenti, circa sei o sette persone che abitano il paese durante tutto l’anno.
È considerato un caso quasi unico nelle Alpi italiane: un borgo abitato stabilmente ma non raggiunto da alcuna strada carrozzabile.
Altri paesi alpini senza auto esistono, ma spesso sono collegati tramite funivie o teleferiche. A Codera invece l’unica alternativa al trekking è l’elicottero, utilizzato soprattutto per il trasporto di viveri e materiali nei fine settimana e solo con condizioni meteo favorevoli.
Questa condizione di isolamento ha contribuito a conservare un’identità molto forte, fatta di ritmi lenti, relazioni comunitarie e profondo legame con il territorio.

Un paesaggio verticale tra granito, boschi e silenzio
La Val Codera è una valle stretta e ripida, modellata dal granito e ricoperta da boschi di castagni, betulle, frassini e larici.
Il paesaggio colpisce soprattutto per la sua verticalità: pareti rocciose, sentieri sospesi e terrazzamenti costruiti nei secoli raccontano la fatica necessaria per vivere in questo ambiente.
Di notte il silenzio diventa parte dell’esperienza. Si sentono il vento nei boschi, l’acqua del torrente e il rumore delle castagne che cadono a terra. È uno dei motivi per cui sempre più persone scelgono la Val Codera come luogo di digital detox e turismo lento.

L’Osteria Alpina: il cuore sociale del borgo
Uno dei luoghi simbolo di Codera è l’Osteria Alpina, piccola locanda situata nel centro del paese.
All’esterno una terrazza ombreggiata si affaccia sulla valle, mentre all’interno grandi tavoli condivisi e un camino sempre acceso creano un’atmosfera tipica delle vecchie osterie di montagna.
Qui si incontrano residenti, escursionisti, volontari e viaggiatori provenienti da tutta Italia e dall’estero.
L’osteria rappresenta uno dei principali punti di aggregazione della comunità locale e testimonia come, nonostante l’isolamento geografico, Codera continui a essere un luogo vivo.

Gli Amici della Val Codera
Gran parte delle attività culturali e di recupero del borgo sono portate avanti dall’Associazione Amici della Val Codera, fondata nel 1981.
L’associazione ha contribuito negli anni a:
- recuperare edifici storici;
- organizzare eventi e concerti;
- creare un museo etnografico;
- valorizzare le tradizioni locali;
- mantenere vivi i sentieri e i prati della valle.
Uno degli obiettivi principali è contrastare lo spopolamento delle terre alte attraverso progetti legati all’agricoltura alpina, al turismo sostenibile e all’ospitalità diffusa.
La valle simbolo dello scoutismo italiano
La Val Codera è anche profondamente legata alla storia dello scoutismo italiano.
Durante il fascismo le Aquile Randagie, gruppo scout clandestino nato dopo lo scioglimento imposto dal regime nel 1927, scelsero proprio questa valle come luogo per i loro campi estivi.
Ancora oggi molti scout frequentano regolarmente Codera, contribuendo a mantenere vivo il legame storico tra la valle e il movimento scout.
Turismo lento e luoghi non omologati
Negli ultimi anni la Val Codera è diventata una meta sempre più apprezzata da escursionisti, camminatori e viaggiatori alla ricerca di esperienze autentiche.
Chi arriva qui spesso cerca:
- silenzio;
- assenza di traffico;
- contatto con la natura;
- relazioni umane genuine;
- ritmi più lenti.
La valle attrae soprattutto persone interessate a una montagna meno turistica e meno artificiale rispetto alle destinazioni alpine tradizionali.
È un luogo che non si attraversa per caso: la Val Codera si sceglie.
