Ogni fine estate, quando il Lido si prepara ad accogliere una nuova edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, i riflettori tornano puntati sul cinema italiano e sui suoi luoghi. Tra i titoli più premiati dell’ultima stagione c’è Le città di pianura di Francesco Sossai, presentato al Festival di Cannes 2025 e trionfatore ai David di Donatello 2026 con otto statuette, tra cui Miglior film e Miglior regia.
Il film racconta il viaggio notturno di Carlo e Doriano, due amici cinquantenni alla ricerca dell’ultimo bicchiere della notte, e del giovane Giulio, studente di architettura che li incontra per caso e che quell’incontro trasformerà nel profondo. Ma il vero protagonista è il territorio: non il Veneto da cartolina delle ville palladiane e delle spiagge affollate, bensì quello di provincia, fatto di bar, strade secondarie e paesaggi sospesi tra pedemontana e bassa pianura. Un Veneto “altro”, che vale la pena scoprire con calma — magari proprio ora che le sale tornano a parlarne.

Tra le colline del Bellunese
Il viaggio dei protagonisti comincia tra Sedico, Feltre e Cesiomaggiore, ai piedi delle Dolomiti bellunesi. Qui il paesaggio prealpino si mescola alla campagna, tra borghi silenziosi, corti rurali e le prime propaggini della pianura. Feltre, con il suo centro storico rinascimentale ben conservato, è la tappa più agevole per una sosta: merita una passeggiata tra le vie porticate prima di proseguire verso sud.

Villa Roberti, il Rinascimento nascosto di Brugine
Scendendo verso il padovano, tra Cadoneghe e la Saccisica, il film si ferma a Villa Roberti, a Brugine, dove i protagonisti si fingono architetti pur di farsi offrire da bere. È una delle ville venete meno note al grande pubblico, ma tra le più sorprendenti: costruita a metà Cinquecento dalla famiglia Roberti su una torre medievale preesistente, conserva affreschi di Paolo Veronese e Giambattista Zelotti nel salone del piano nobile. Si può accedere alla villa con visite guidate nel weekend e, la prima domenica del mese, ospita anche un mercatino dell’antiquariato tra i giardini.

Noale e Chioggia, tra mura e canali
Il racconto prosegue verso il veneziano, toccando Noale, borgo murato con fossato e castello medievale a pochi chilometri da Venezia, e Chioggia, la “piccola Venezia” affacciata sulla laguna sud. Qui il film sceglie la Chioggia più autentica, lontana dalle rotte turistiche: il mercato del pesce, i canali interni, le calli strette che ricordano — in scala minore e più popolare — quelle della Serenissima.

Il volto meno noto di Venezia
Anche Venezia compare, ma non quella di piazza San Marco: le riprese si sono svolte nel sestiere di Santa Croce e in campo dei Tolentini, zone di passaggio quotidiano per residenti e studenti, lontane dai flussi turistici del centro.

Il finale al Memoriale Brion
Il viaggio si chiude a San Vito d’Altivole, in provincia di Treviso, al Memoriale Brion, capolavoro assoluto dell’architetto Carlo Scarpa: un complesso funerario realizzato tra il 1969 e il 1978, fatto di acqua, cemento a vista e geometrie che dialogano con il paesaggio agricolo circostante. Meta di pellegrinaggio per architetti e appassionati di design da tutto il mondo, è probabilmente la location più sorprendente del film: qui il paesaggio veneto, da sfondo, diventa vero e proprio co-protagonista.

Un Veneto da riscoprire, con il Touring
Un itinerario così, tra ville rinascimentali, borghi murati e architetture contemporanee, racconta un Veneto che la maggior parte dei visitatori non incontra mai. Per esplorarlo da vicino, Touring lo racconta in due volumi:
- la Guida Verde Veneto, un viaggio completo da Venezia al Garda, dalle Dolomiti alla pianura, con percorsi d'autore e itinerari fuori dai circuiti più conosciuti
- Lo Stato della Provincia, il numero della collana Mappe dedicato al racconto di un'Italia fuori dalle grandi città, fatta di paesi, colline e territori spesso dimenticati — lo stesso Veneto "altro" che il film racconta