Dalla serie Rai con Alessandro Gassmann al romanzo che nel 2008 raccontò una città che cambiava pelle: un itinerario tra fiction e letteratura, mentre la Mostra del Cinema di Venezia riaccende l'attenzione sulle produzioni italiane

C'è una città che negli ultimi mesi è tornata protagonista sul piccolo schermo grazie a un legal drama tutto pugliese: Bari, ambientazione di Guerrieri – La regola dell'equilibrio, la serie Rai 1 diretta da Gianluca Maria Tavarelli e liberamente ispirata ai romanzi di Gianrico Carofiglio — Ragionevoli dubbiLe perfezioni provvisorie e La regola dell'equilibrio. Nei panni dell'avvocato penalista Guido Guerrieri, alter ego letterario dello scrittore — a sua volta ex magistrato — c'è Alessandro Gassmann.

Ma prima ancora di Guerrieri, prima della fiction, è stato lo stesso Carofiglio, barese, a far conoscere al grande pubblico una Bari diversa da quella un po' impolverata delle guide di un tempo: una città calda, misteriosa, abitata da personaggi a cui appassionarsi, tanto che i lettori sono andati a cercarne le tracce negli stessi luoghi raccontati dai romanzi. La serie non fa che riportare in scena, quasi vent'anni dopo, quello stesso legame.

Il Tribunale e Palazzo Ietri

Le battaglie legali di Guerrieri si consumano nel vero Tribunale di Bari, in piazza Enrico De Nicola, mentre il suo studio legale ha sede — nella finzione — a Palazzo Ietri, su corso Vittorio Emanuele, uno dei palazzi storici del quartiere Murat, il quadrilatero ottocentesco a griglia ortogonale che si stende tra la città vecchia e il mare.

Bari Vecchia e il quartiere Murat

Il cuore della serie, come quello dei romanzi di Carofiglio, batte tra i vicoli di Bari Vecchia: un dedalo di strade strette, archi in pietra e piazzette che si aprono all'improvviso sul mare o su una chiesa romanica. È qui che la città rivela il suo carattere più autentico, popolare e stratificato — e non è un caso che sia proprio questa la Bari Vecchia che, come racconta Carofiglio, un tempo era "infrequentabile" e che solo negli ultimi vent'anni è tornata a vivere, con locali, botteghe e librerie che ne hanno varcato finalmente la soglia.

Il lungomare e la Madonnella

Il lungomare di Bari — tra i più lunghi d'Europa — è nella serie lo spazio dei pensieri di Guerrieri, delle sue passeggiate solitarie in cerca di equilibrio. Le riprese si sono concentrate in particolare intorno al quartiere della Madonnella e al Teatro Kursaal Santalucia, edificio in stile liberty affacciato sull'Adriatico e oggi centro culturale dedicato a cinema, musica e arti visive. Proseguendo verso sud si incontra la spiaggia di Pane e Pomodoro, amatissima dai baresi, mentre San Cataldo e San Girolamo restituiscono il volto più quotidiano della città.

Oltre Bari: la costa pugliese

Le riprese hanno toccato anche altri centri della costa: Molfetta, con il suo porto peschereccio e il Duomo a due torri; Giovinazzo; Trani, con la cattedrale romanica affacciata sul mare; Monopoli e Polignano a Mare, oltre all'entroterra di Grumo Appula. Un arco di location che restituisce il contrasto, tipico di questa parte di Puglia, tra centri storici, borghi marinari e paesaggi più intimi.

Polignano a Mare

La notte di tre amici: Bari secondo Carofiglio

Guido Guerrieri non è l'unico modo in cui Carofiglio ha raccontato la sua città. Nel 2008, in Né qui né altrove. Una notte a Bari, protagonista è invece una Bari che si è appena lasciata alle spalle una dimensione provinciale e un po' asfittica, proiettandosi verso una realtà più viva e accogliente. Il libro segue tre amici che non si vedono da oltre vent'anni — il narratore, Giampiero Lanave, rimasto a vivere in città, e Paolo Morelli, trasferitosi da tempo negli Stati Uniti e tornato per svuotare la casa di famiglia dopo la morte della madre — compagni di liceo e poi di Giurisprudenza, che si ritrovano una sera di dicembre per una cena che diventa l'occasione per raccontare Bari senza filtri, evitando le patine che spesso la ricoprono.

Il risultato è un ibrido che non è del tutto saggio né del tutto romanzo: una sorta di mappa personale della città, condensata in una sola notte. Da quando è stato scritto molto è cambiato ancora: sono scomparsi locali storici come il Rainbow, lo Snoopy, il Cellar e il Merendero, che hanno fatto ballare almeno due generazioni di baresi, mentre vecchi indirizzi come lo Spleen, il Guernica, il Capitan Fracassa e lo Sherazade hanno lasciato il posto a vinerie e bistrot più alla moda. Resiste, pur avendo cambiato sede, il Pellicano — una delle poche tracce sopravvissute di quella Bari notturna raccontata da Carofiglio.

Bari Vecchia

Due letture per continuare il viaggio

Per chi, tra un episodio della serie e una passeggiata sul lungomare, vuole approfondire il legame tra Bari e il suo scrittore più noto, il Touring propone due letture complementari.

La prima è L'Italia è un romanzo, il nuovo atlante letterario della collana Tci Fuoricampo curato da Alessandra Mastroleo: 240 pagine che raccontano venticinque scrittrici e scrittori italiani in altrettanti itinerari narrativi, tra cui il capitolo che Alice Scolamacchia dedica proprio alla Bari di Carofiglio, sulle tracce di Né qui né altrove.

La seconda è Viaggio in Italia, il libro che lo stesso Gianrico Carofiglio ha scritto per il Touring Club Italiano: un moderno grand tour attraverso undici città — Palermo, Bari, Napoli, Roma, Cagliari, Firenze, Bologna, Venezia, Milano, Torino e Genova — raccontate con il passo del flâneur, alla ricerca della bellezza nascosta negli angoli meno prevedibili.

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