Il Salone del Mobile di Milano, uno degli appuntamenti più importanti a livello internazionale, capace ogni anno di trasformare Milano in un laboratorio diffuso di creatività, è l’occasione perfetta per chi desidera approfondire il tema del design italiano.

Punto di partenza ideale per immergersi nello spirito del Salone sono le dieci sezioni del Museo del Design della Triennale di Milano. Situato nel cuore della città, questo spazio racconta l’evoluzione del design italiano attraverso oggetti iconici, prototipi e allestimenti che cambiano nel tempo, offrendo una narrazione sempre nuova. Qui si comprende davvero come il design sia parte integrante della cultura italiana, un linguaggio che unisce estetica, funzione e innovazione.

MEDA, TRA MILANO E COMO IL CUORE DEL DESIGN ITALIANO

Proprio durante il Salone del Mobile, spingersi oltre la città significa entrare nel cuore produttivo di questa eccellenza. A pochi chilometri da Milano, Meda rappresenta infatti la porta d’accesso alla Brianza del design, un territorio diffuso dove ogni città e ogni laboratorio custodiscono una storia unica.

Visitare Meda significa fare un tuffo nel cuore pulsante del design italiano: un’esperienza che unisce cultura, bellezza e un secolo di eccellenza creativa. Qui ogni strada racconta una tradizione fatta di artigianalità, innovazione e attenzione al dettaglio.

Meda infatti è ancora oggi riconosciuta come una delle capitali italiane del design dell’arredamento, grazie a un equilibrio raro tra radici artigiane – che risalgono al XVIII secolo – e una visione industriale all’avanguardia.

La trasformazione industriale di Meda è il risultato di una combinazione di tradizione artigianale, imprenditorialità locale e opportunità legate al contesto economico e geografico.

La posizione strategica di Meda nella Brianza, vicino a Milano, ne ha infatti favorito l'accesso ai mercati e reti commerciali importanti. La partecipazione alle esposizioni internazionali, come le Esposizioni Universali di fine Ottocento, ha poi portato visibilità alla qualità e all'innovazione dei mobili prodotti a Meda.

Questi eventi hanno permesso ai produttori locali di entrare in contatto con nuove idee e tecnologie, accelerando la trasformazione industriale, mentre il contesto economico del boom industriale italiano del dopoguerra (anni '50 e '60) ha contribuito ulteriormente alla trasformazione di Meda in un centro industriale del design.

Gli anni del Boom e l'età dell'oro del made in Italy

Nel periodo di massimo splendore industriale, che si colloca tra gli anni '70 e '90, il distretto del mobile della Brianza esportava fino al 70% della sua produzione totale. A livello nazionale, il settore del mobile italiano rappresentava decine di miliardi di lire di fatturato annuo, con la Brianza che contribuiva in maniera determinante. I prodotti di Meda e del distretto brianzolo erano particolarmente richiesti nei mercati europei, come Francia, Germania e Regno Unito, e in paesi oltreoceano, tra cui gli Stati Uniti, il Giappone e, più recentemente, la Cina.

I marchi di Meda si sono distinti per l'alta qualità artigianale e il design innovativo, diventando sinonimo di lusso e prestigio internazionale. Negli anni Duemila la globalizzazione ha portato a una maggiore concorrenza da parte di produttori di Paesi emergenti. Tuttavia, Meda è riuscita a mantenere una posizione di rilievo puntando sulla qualità e sull'artigianato, adattandosi alle nuove esigenze di sostenibilità e personalizzazione.

La chaise longue di Le Corbusier per Cassina / da Cassina.com

Oggetti che hanno fatto la storia del disegno industriale

Oggi passeggiando per la città si percepisce l’identità di un vero distretto della qualità. Le famiglie artigiane locali, come i Colombo, i Molteni e i Riva, hanno giocato un ruolo fondamentale nell'industrializzazione del settore. Le loro aziende si sono evolute per rispondere alla crescente domanda di arredi di alta qualità sia in Italia sia all'estero.

Aziende storiche come Cassina, fondata nel 1927 da Eugenio Cassina, hanno segnato la storia del design portando nel mondo icone senza tempo come la celebre chaise longue progettata da Le Corbusier.

Accanto a questa realtà, B&B Italia ha rivoluzionato l’arredamento con materiali innovativi e collaborazioni visionarie, mentre Poliform ha trasformato il concetto di abitare in un sistema sofisticato e coerente. Allo stesso modo, Molteni&C continua a custodire e reinterpretare l’eredità di maestri come Gio Ponti.

Visitare gli showroom di queste aziende significa vivere un’esperienza immersiva, in cui ogni oggetto racconta un perfetto equilibrio tra funzione, estetica ed emozione.

Ma Meda non è solo produzione: è anche un centro culturale vivo, capace di attrarre e ispirare talenti da tutto il mondo. Designer come Patricia Urquiola, Antonio Citterio e Philippe Starck hanno contribuito a rendere questo territorio un crocevia internazionale di idee. Il risultato è un fermento creativo continuo, che si traduce in ricerca, sperimentazione e una forte identità legata al Made in Italy.

Lissone, la vocazione di arredare

Lissone, l’altra capitale del design brianzolo, è invece legata a GM Architecture & Lifestyle, attiva dal 1850 e specializzata nella realizzazione di mobili su misura e progetti di bio-architettura, e a Midarte, fondata da Gianni Arosio nel 1970, che si è affermata per la creazione di arredi curvi su misura, mentre Muebles Arte, parte del District Design, rappresenta una storica realtà legata allo stile “new classic”. Infine Arredamenti Ballabio è un’azienda familiare giunta alla terza generazione, affiancata da altre realtà storiche come Citterio Salotti e Bernardelli, note in particolare per la produzione di divani e tende.

In questo contesto, Lissone si distingue come un vero e proprio “salone dell’arredamento a cielo aperto”, soprattutto lungo via Carducci e viale della Repubblica, dove si concentrano centinaia di produttori.

Lissone / foto Shutterstock

Un tour tra eventi, workshop e incontri con gli artigiani del distretto

Per chi visita Meda e Lissone, le possibilità di scoperta sono molte. Oltre agli showroom aziendali, si possono esplorare luoghi simbolo della cultura del mobile, come il Museo della Sedia Carlo Ratti di Lissone, che completa il racconto della tradizione brianzola.

Allo stesso tempo, il patrimonio storico di Meda sorprende con esempi come Villa Antona Traversi, che testimonia il gusto per l’architettura e l’arredo dei secoli passati che ancora oggi ispira il design contemporaneo. Eventi, workshop e incontri con artigiani arricchiscono ulteriormente l’esperienza, permettendo di entrare in contatto diretto con il sapere e le tecniche che hanno reso questo territorio unico (per info su iniziative locali rivolgersi all’ufficio cultura del Comune).

Per quello che riguarda Lissone, invece, merita una visita il Museo d’Arte Contemporanea (MAC), che ospita anche esposizioni temporanee sul design e una collezione permanente dedicata alla storia del design italiano.

Le donne del design italiano

Un capitolo a parte, ma fondamentale, di questa storia è quello delle donne. Spesso meno visibili, ma determinanti. Artigiane, designer, imprenditrici come Cini Boeri, Charlotte Perriand o Anna Castelli Ferrieri, hanno contribuito in modo decisivo allo sviluppo del distretto. Con sensibilità e visione, hanno lasciato un segno in ogni fase del processo creativo. Oggi il loro ruolo è sempre più riconosciuto, portando nuove prospettive e arricchendo ulteriormente il panorama del design italiano.

Anna Castelli Ferrieri e Giulio Castelli, fondatori di Kartell, fotografati nel 1967