«L’obiettivo è rendere emozionanti e spettacolari i codici della meraviglia»
La biografia di Marco Balich è piena di colpi di scena. Veneziano, figlio di una professoressa di inglese e di un avvocato, sfugge la stabilità familiare per dedicarsi a imprese apparentemente impossibili ma dai risultati sempre spettacolari. L’ultimo in ordine temporale lo vedremo il 6 febbraio, giorno dell’inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
La Cerimonia olimpica esce infatti dal suo cilindro e dal Balich Wonder Studio, l’antro delle meraviglie che da anni lo vede al comando del settore dei mega eventi mondiali. Tutto cominciò nella sua città, quando si ritrovò a lavorare per il concerto più spettacolare dei Pink Floyd, entrato negli annali, nel bene e nel male, con 300mila persone a occupare la laguna di Venezia.
Poi fu la volta dell’Heineken Jammin’ Festival a Imola, evento che, nel 1998, con il concerto di Vasco Rossi, coinvolse 120mila persone. Nel 2002 il grande salto alla celebrità mondiale grazie alla ideazione di una parte della Cerimonia di chiusura dei giochi invernali di Salt Lake City, progetto-ponte che lo condusse verso quelli di Torino 2006. Da lì non si è più fermato e anche per intervistarlo bisogna mantenere i suoi ritmi vorticosi.

Che cosa ci sorprenderà dall’inaugurazione del 6 febbraio? È più complicato lavorare in Italia? Sente la sfida o sta già pensando al prossimo progetto?
La Cerimonia di Apertura delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 è un grande progetto e una grande responsabilità per tutta la squadra, un team di eccellenze italiane di cui sono molto fiero; Simone Ferrari, Lida Castelli, Damiano Michieletto, Lulu Helbaek, per citare solo i registi. Si tratta della prima Cerimonia diffusa che coinvolge diversi territori e che ci impone quindi una grande sfida da un punto di vista creativo e organizzativo. Speriamo di regalarvi tante emozioni e una forte celebrazione del dialogo, dell’inclusione e della pace, di cui oggi sentiamo forte la mancanza.

Dal primo grande evento nella sua Venezia (il concerto dei Pink Floyd) alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Nel mezzo decine di spettacoli, inaugurazioni, progetti, cerimonie in tutto il mondo. Quali e dove sono state le esperienze più memorabili anche per il luogo in cui si sono svolte? Ci sono stati dei contesti più difficili?
Non posso non citare le Olimpiadi invernali di Torino 2006, l’esperienza che ci ha permesso di entrare nell’olimpo degli organizzatori di grandi eventi, prima terreno dei soli Paesi anglosassoni. Un evento di grandissime emozioni; ancora oggi quando rivedo l’addio alle scene di Pavarotti mi commuovo. Poi l’Albero della Vita per l’Expo del 2015, un simbolo della connessione fra passato e futuro, nato in un contesto molto sfidante per la città di Milano. E la Cerimonia di Apertura delle Olimpiadi di Rio l’anno seguente, indimenticabile viaggio in un Paese meraviglioso alle prese con le favelas, il virus Zika, l’impeachment di Dilma Roussef. Ma anche il recente show di Vivaldi che ha rivoluzionato la musica classica e ha portato all’Arena di Verona tantissimi giovani e ancora il Festino di Santa Rosalia di Palermo, 350mila persone che ogni anno scendono in piazza per celebrare tradizione e speranza.

Ogni volta per ogni progetto lei e il suo team lavorate in contesti lontani. Come si prepara? Letture, incontri, film, spettacoli? Come entrate in contatto con la cultura locale per metterla in scena?
Lavorare in tutto il mondo significa entrare in una profonda connessione con diversi territori, linguaggi, valori. Ogni volta ci approcciamo con grande rispetto alla cultura nella quale lavoriamo; serve l’umiltà di capire, di studiare, di farsi guidare da artisti e creativi locali. Il nostro lavoro sta nell’applicare la creatività e i codici della meraviglia al messaggio profondo di un Paese, rendendolo spettacolare, esaltandone la bellezza e diffondendola a tutti in maniera emozionante. Perché ciò che resta, quando un evento finisce, è il ricordo condiviso di un’emozione. È la memoria che scolpisce il senso di appartenenza (...)
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