Per scoprire Gressoney e il Monte Rosa basta seguire le orme di una regina. A cento anni dalla scomparsa di Margherita di Savoia, infatti, la valle di Gressoney rende omaggio alla prima regina d’Italia con un progetto che intreccia storia, patrimonio culturale, valorizzazione del territorio e turismo sostenibile. Ai piedi del Monte Rosa, la memoria diventa così occasione di scoperta, il filo conduttore per esplorare Gressoney e la sua valle con occhi nuovi.

Gressoney Saint-Jean

A partire dal 1889, a seguito di un invito del barone Luigi Beck-Peccoz, appartenente a una facoltosa famiglia di origine walser, per ben 37 anni la consorte di Umberto I° scelse il Monte Rosa come rifugio del cuore. Un luogo dove ritrovare se stessa e coltivare le proprie passioni lontano dalla rigida etichetta di Corte. Oggi quel legame rivive nel progetto Viva Margherita, un viaggio tra memoria, paesaggi alpini e nuovi sguardi al femminile, mettendo al centro l’identità della valle e il rapporto autentico con la montagna.

Viva Margherita vede come capofila l’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro ETS-WEEC Network di Torino, che da oltre 40 anni si occupa di sostenibilità, in collaborazione con il Comune di Gressoney-Saint-Jean, il Consorzio Gressoney Monterosa, Monterosa Ski e la Pro Loco di Gressoney-Saint-Jean.

Il progetto rilegge in chiave contemporanea i valori rappresentati da Margherita: l’amore per la montagna vissuta con rispetto, la partecipazione alla vita della comunità locale, l’attenzione al patrimonio culturale e artigianale e uno spirito pionieristico che ha aperto la strada a tante donne.

Sempre avanti. Da Margherita alle nuove regine del Rosa

Cuore dell’iniziativa è, fino al 29 marzo, la mostra Sempre avanti. Da Margherita alle nuove regine del Rosa, ospitata nell’ex rimessa di Castel Savoia, maniero in stile neomedievale eretto per volere della sovrana come sua residenza a Gressoney-Saint-Jean. Nella mostra, ideata e curata da Marta Ghelma, con le foto di Davide Camisasca e il contributo per la parte storica della naturalista Nadia Guidani, responsabile dell’Alpenmuseum Beck-Peccoz e dell’omonimo archivio fotografico, dieci donne di oggi che hanno raccolto l’eredità della regina – scienziate, atlete, artigiane ed esperte del territorio – raccontano il loro rapporto con la montagna e l’impegno per la tutela dell’ambiente e della cultura alpina. A completare il percorso, un video con le loro voci e le loro storie.

Alle immagini contemporanee si affiancano le fotografie d’epoca, provenienti dallo storico archivio Guindani, della mostra J’adore Gressoney. Margherita di Savoia nella valle del Lys. Un’esposizione diffusa tra il centro storico e gli impianti di risalita che invita a esplorare il borgo, seguendo le tracce della regina nei luoghi che amava: l’Alpenmuseum Beck-Peccoz e Villa Margherita a Gressoney-Saint-Jean o La villa della regina a Staffal, ex casino di caccia dei Beck-Peccoz, ora trasformata in hotel, a pochi passi dagli impianti di risalita.

Il progetto, che mette in rete castelli, ville, musei, sentieri e rifugi legati alla presenza di Margherita, offre tante occasioni di visita e la possibilità di partecipare a conferenze, passeggiate guidate tematiche e attività dedicate alle donne.

Visita Gressoney, Bandiera Arancione del Tci

Gressoney Saint-Jean, Borgo Bandiera Arancione del Tci