Il ponte coperto di Pavia

A Pavia e nel suo territorio, i Cammini sono percorsi che diventano esperienze molto personali: intrecciano paesaggi, raccontano la storia del territorio e toccano, con i loro silenzi e l’immersione nel contesto, una dimensione interiore. Sono secoli che sul territorio pavese transitano pellegrini e viandanti, seguono itinerari un tempo molto battuti, oggi felicemente riscoperti, che collegano l’Europa a Roma.

Lungo la Francigena

Specchi d'acqua nella Lomellina

La Via Francigena è il centro di questa rete che si irradia nel territorio come vene in una mano. Un percorso millenario – il vescovo Sigerico lasciò testimonianza scritta del suo percorso a fine del X secolo – che ancor oggi attraversa per oltre cento chilometri, il territorio pavese snodandosi nella Lomellina, terra d’acque, risaie e canali, punteggiata da borghi sospesi nel tempo. Da Robbio a Mortara e poi Garlasco, il tratto pavese della Francigena si divide in cinque tappe, e arriva a Pavia attraversando risaie che risplendono al sole e santuari appartati, l’ingresso in città avviene attraverso il suggestivo Ponte Coperto, una delle immagini simbolo di tutto il tratto italiano del percorso. Il tratto pavese si conclude con la tappa da Santa Cristina e Bissone a Corte Sant’Andrea.

Paesaggi collinari dell’Oltrepò

La Via degli Abati

Se la Francigena, che parte dalla Gran Bretagna, è la principale via di pellegrinaggio che attraversa l’Italia, sul territorio pavese ci sono anche altri cammini. Come la Via degli Abati, conosciuta anche come “Francigena di Montagna”, un cammino storico che collega Pavia a Pontremoli, in Lunigiana, un percorso legato ai monaci e ai pellegrini diretti a Roma. L’itinerario lascia il capoluogo per inoltrarsi verso l’Oltrepò, attraversando località come Canevino, Pometo e Caminata, per poi salire fino a Bobbio. Più selvaggia e impegnativa, la Via degli Abati attraversa paesaggi che cambiano progressivamente, dalle pianure alle prime colline vitate, fino ai rilievi appenninici coperti di boschi che accompagnano il viandante in un’esperienza più essenziale, immersa nella natura.

Un tratto del Cammino di Sant'Agostino

Il Cammino di Sant'Agostino

Il Cammino di Sant’Agostino invece collega santuari mariani e luoghi legati alla vita del Santo. Pavia rappresenta la tappa finale del percorso che parte da Monza e attraversa tutta la Lombardia, per arrivare nel capoluogo dove, all’interno della Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, sono custodite le spoglie del Santo. Qui il Cammino si intreccia con la storia e le radicate tradizioni monastiche, ancora vive in luoghi come la Certosa di Pavia con i suoi grandi chiostri, dove i monaci per secoli hanno tramandato l’antica arte dell’erboristeria.

L’altare maggiore della Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro che ospita l’Arca di Sant’Agostino.

A questi percorsi si aggiunge la Via Francisca del Lucomagno, antico asse di collegamento tra Centro Europa e Pianura Padana: un itinerario che attraversa valli alpine e territori lombardi per concludersi proprio a Pavia, dove si innesta nella rete dei grandi cammini storici che portano a Roma. Nel segno di un arrivo che è anche un nuovo inizio, perché finito un viaggio c’è subito un altro viaggio da ricominciare, altre storie da sentire, nuove persone da incontrare lungo la via. 

I luoghi della fede a Pavia

A Pavia, il Cammino continua ben oltre l’appagante, a tratti faticoso, sempre felice, viaggio fisico. Ogni itinerario conduce verso luoghi della fede che amplificano e approfondiscono l’esperienza. Il Duomo di Pavia, con la sua imponenza rinascimentale, accoglie il visitatore in uno spazio che invita al raccoglimento; la Basilica di San Michele Maggiore, capolavoro del Romanico lombardo, con la sua facciata spoglia e all’interno, nelle quattro navate, un’aura solenne.

La facciata rinascimentale della Certosa di Pavia

Poco fuori città, la Certosa di Pavia è uno dei vertici di questo viaggio spirituale: un complesso monumentale in cui la ricchezza decorativa della facciata rinascimentale, scolpita come un merletto di marmo, dialoga con la sobrietà degli spazi monastici interni. Chiostri, celle e ambienti di vita certosina restituiscono un equilibrio raro tra arte e silenzio, rendendo l’esperienza qualcosa che va oltre la semplice visita. Infine, la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro si distingue per la sua essenzialità romanica, linee austere e dura pietra che contrastano con la preziosità dell’Arca di Sant’Agostino, capolavoro scultoreo gotico riccamente decorato. 

In questo intreccio di strade, storie e luoghi, Pavia e il suo territorio si rivelano come una destinazione in cui il viaggio diventa esperienza di senso, tra cammino e contemplazione.

Info: www.visitpavia.com