Ogni settembre la Laguna di Venezia diventa la capitale mondiale del cinema e del glamour in occasione della Mostra Internazionale d’arte cinematografica che giunge, quest’anno, all’83esima edizione. Un appuntamento che cinefili e curiosi non si fanno sfuggire e che spesso coincide anche con la possibilità di scoprire una delle isole della Laguna Veneta. I 12 chilometri di lunghezza del Lido si allungano sul mare tra spiagge ed edifici in stile Liberty da esplorare preferibilmente in bicicletta tra una proiezione e l’altra magari.
Eppure la magia di questa zona sta soprattutto negli angoli di pace e silenzio inaspettati, così diversi dalla frequente calca che caratterizza Venezia quasi sempre e il Lido in questo periodo.
Murano e Burano, le classiche
La prima è la capitale del vetro e sembra una Venezia in miniatura. Piccolo arcipelago di isole unite da ponti sui canali, si scopre in una giornata camminando tra le calli e i campi. Da non perdere, a Palazzo Giustiniani, il Museo del Vetro che raccoglie mille anni di produzione.

Burano invece si caratterizza per le case gialle, azzurre, rosa e rosse che si rispecchiano sull’acqua. La leggenda vuole che i colori così brillanti fossero scelti dai pescatori per individuare casa anche con la nebbia. Anche in questo caso si cammina e si può visitare il Museo del Merletto.

San Francesco del Deserto, la mistica
A pochi minuti di barca da Burano, è un mondo a parte. Abitata solo dai Frati Minori, si visita proprio grazie alla loro disponibilità. Un giardino curato dai frati e due chiostri, uno del Trecento e uno Rinascimentale), si affacciano sulla laguna aperta.

Torcello e Mazzorbo, misteriose e silenziose
Torcello è il punto d’origine della Laguna. Raggiungibile con il vaporetto, è caratterizzata dal Ponte del Diavolo, uno dei rari ponti veneziani ancora senza parapetto, dal trono di Attila chiamato così perché era dove si sedevano i magistrati che amministravano la giustizia sull’isola, e dalla Basilica di Santa Maria Assunta con i suoi capolavori.

Mazzorbo invece si compone di tre isole distinte separate dai canali e solo la principale è percorribile a piedi. Nei suoi orti si produce la Dorona di Venezia, un vitigno autoctono.

Sant’Erasmo, l’orto della Laguna
Nota per il carciofo violetto, presidio Slow Food, da secoli è coltivata a frutta e verdura. Si esplora in bicicletta, pedalando tra orti e vigneti, o in kayak lungo il suo perimetro. Da non perdere la Torre Massimiliana e, soprattutto, la spiaggia del Bacàn perfetta per tuffi in estate e romantici weekend fuori stagione.

San Giorgio Maggiore, l’artistica
È la quinta naturale di piazza San Marco con la sua Basilica progettata dal Palladio che ospita opere del Tintoretto. Il complesso monastico benedettino ospita la Fondazione Giorgio Cini ed è visitabile con il suo imperdibile labirinto di Borges dove perdersi nella bellezza di un’isola molto artistica.

San Lazzaro degli Armeni e San Michele, le quiete
Da una parte San Lazzaro degli Armeni, dal 1717 sede dei Padri Mechitaristi, che custodiscono la preziosa biblioteca con manoscritti armeni e il museo con un prezioso affresco del Tiepolo.
Dall'altra l'isola di San Michele, protetta da un muro di mattoni rossi, è il cimitero di Venezia, forse il più bello del mondo, dove riposano Ezra Pound, Luigi Nono, Emilio Vedova e Franco Basaglia.

Letture per partire alla scoperta della Laguna di Venezia
Per fuggire dal caos, dai grandi flussi turistici e dai percorsi più battuti, le isole sono sempre una buona idea — e Touring le racconta in due volumi:
- Isole piccole, il numero della collana Mappe dedicato ai piccoli arcipelaghi d'Italia
- Isole d'Italia, il volume più ricco che racconta le isole italiane, dalla Sicilia alle Alpi