A causa dei cambiamenti climatici, la Groenlandia (come tutto l’Artico), è entrata nel mirino delle Grandi Potenze mondiali. Territori ricchissimi di materie rare e inesplorati sono la nuova frontiera nelle strategie di Cina, Russia e Stati Uniti, e per questo l’isola danese nel Nord America è balzata agli onori della cronaca. Ma ha anche incrementato la curiosità dei visitatori, che sono aumentati del 40 per cento negli ultimi tre anni. In un Paese dove le condizioni climatiche restano impegnative.

Come ben spiega la Guida Verde TCI Danimarca, che alla Groenlandia dedica un dettagliato capitolo, questa è la terra in assoluto più vicina al Polo nord. Si sviluppa infatti in gran parte oltre il Circolo polare artico, fino a raggiungere la latitudine nord di 83°40.

Il suo vasto territorio (circa 7 volte l’Italia) è in gran parte ricoperto da una calotta di ghiaccio spessa in media 1500 metri, ma secondo le rilevazioni satellitari la Groenlandia perde 200 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno e i dati ci dicono che l’attuale velocità di scioglimento è triplicata rispetto al secolo scorso.

La popolazione, all’80% composta da inuit, è intorno ai 56mila abitanti e i centri abitati si trovano esclusivamente lungo la costa, come la capitale Nuuk (16mila persone); Sisimiut, seconda città per abitanti e centro industriale legato alla pesca; Qaqortoq a sud e Ilulissat, principale meta turistica, famosa per il fiordo ghiacciato (patrimonio UNESCO).

Sull’isola ci sono tre aeroporti (i collegamenti interni sono difficili per le condizioni climatiche e l’assenza di strade), tutti lungo la costa occidentale, dove opera la compagnia di bandiera airgreenland; quello principale, inaugurato nel 2024, e a Nuuk. Il sito del National Tourist Board è greenland.com.
Secondo gli ultimi dati ufficiali, il turismo contribusce al 4,9 % del PIL della Groenlandia e ha generato oltre 1.800 posti di lavoro diretti. Le autorità e gli operatori locali spingono per un modello di turismo sostenibile, che preservi l’ambiente fragile e porti benefici alle comunità locali, evitando fenomeni di overtourism. Del resto sull’isola ci sono solo una cinquantina di strutture atte all’ospitalità, fra hotel, ostelli e case private.
Le aree più visitate sono lungo la costa sudoccidentale: la capitale Nuuk, che ospita anche alcuni musei, ma è frequentata soprattutto per il suo Fiordo; l’isola di Uunrartoq per le sue sorgenti termali; Ilulissat per il suo fiordo tutelato dall’Unesco, Narsarsuaq per l’antica chiesa norrena di Hvalsey e punto di partenza ideale per escursioni che esplorano l’interno.

La Groenlandia ospita altri due siti UESCO, riconosciuti per il valore storico-culturale legato alle tradizioni inuit e norrene (gli antichi vichinghi): la zona agricola di Kujataa, che testimonia la storia delle comunità norrene e inuit che hanno coltivato e allevato in questo ambiente subartico dal X secolo in poi; e l'area di caccia Aasivissuit-Nipisat, al centro della costa occidentale, che mostra l'adattamento del popolo Inuit all'ambiente nei secoli.
Nel nordest dell’isola si trova il più grande parco nazionale del mondo, il Parco nazionale della Groenlandia orientale: 974mila km2, ma per visitarlo occorre un permesso speciale e le condizioni climatiche sono davvero proibitive.
Sempre sulla costa “europea”, a Tsiilaq, si trova La Casa Rossa (the-red-house.com), residenza turistica ecosostenibile realizzato da un italiano, lo scalatore altoatesino Robert Peroni, che si innamorò della Groenlandia alla fine degli anni Ottanta e vi si trasferì, venendo adottato dalla comunità locale. la sua storia è raccontata anche nella sua autobiografia "Dove il Vento Grida Più Forte. La mia seconda vita con il popolo dei ghiacci”.
