Si chiamava Risorgimarche, ora si chiama IncantoMarche, ma il festival creato da Neri Marcoré nell'estate terribile del sisma del 2016 non ha smesso di rinnovare il suo impegno, portando ogni estate la musica dal vivo tra sentieri, prati, borghi e luoghi dell'appennino marchigiano.

“Dieci anni sono un traguardo importante – sottolinea Marcorè – ma soprattutto un punto da cui ripartire. RisorgiMarche è nato da una ferita profonda del territorio ed è diventato, passo dopo passo, un cammino condiviso. Oggi IncantoMarche raccoglie quell’eredità e la porta avanti senza perdere il senso originario: la vicinanza alle persone, il rispetto dei luoghi, la bellezza come forma di cura.”

La rassegna dura fino all'8 agosto e attraverserà la regione con 19 eventi in 10 Comuni con l'intento di moltiplicare le occasioni di incontro, cammino e relazione con il paesaggio. Oggi IncantoMarche è peraltro una rete culturale diffusa, capace di accogliere artisti, associazioni, progetti sociali ed esperienze di comunità.

Alfredo Laviano / Foto Maurizio Machella

Tra i protagonisti dell’edizione 2026 ci saranno ovviamente Neri Marcorè, con due appuntamenti del format “Incontro con…”; Filippo Graziani; Zoe Pia e Tenores di Orosei; Frida Bollani Magoni; Emma Nolde; Joan Thiele; I Patagarri; Mario Tozzi & Enzo Favata; Paolo Jannacci; Flavia Massimo. Accanto ai nomi della scena nazionale, il programma darà spazio anche a numerosi artisti marchigiani, tra cui Daniele di Bonaventura, Roberto Lucanero, Veronica Ferraioli, Federico Bracalente e Alfredo Laviano, componendo un percorso musicale aperto e trasversale, pensato in dialogo con i luoghi che lo ospitano.

Anche quest’anno torna il format “Incontro con…”, che Neri Marcorè valorizza come come spazio libero di dialogo, memoria e racconto. Un momento in cui musica e parole si intrecciano, restituendo al pubblico una dimensione più diretta e autentica dell’ascolto.

Il patrocinio del Touring Club Italiano

IncantoMarche si svolge con il patrocinio del Touring Club Italiano, che dal suo esordio riconosce nel festival un progetto coerente con la propria missione: prendersi cura dell’Italia, valorizzarne il patrimonio paesaggistico e culturale e promuovere un modo più consapevole di attraversare e conoscere i territori.