I fotoreportage di Virginia Simoni ed Elisabetta Zavoli sul come la scienza, l’industria e l’alta cucina stiano imparando a gestire l’invasione dei nuovi abitanti del mare di casa
Dove vivono gli alieni, come in Adriatico si convive con il Granchio blu e altre creature che arrivano da mari lontani
27 febbraio 2026
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Se oggi immergessimo lo sguardo sotto la linea di costa dell’Adriatico, non troveremmo più il paesaggio sottomarino che i nostri nonni pescatori hanno sempre raccontato. Il mare di casa per tanti italiani, è diventato la frontiera di una migrazione silenziosa ma inarrestabile. Perché gli alieni sono tra noi.
Non arrivano dalle stelle, ma dalle chiglie delle navi transoceaniche o risalendo il canale di Suez. Tra i vari ci sono il granchio blu, il pesce palla maculato, il pesce coniglio, il pesce scorpione. Creature voraci che stanno ridisegnando la geografia economica e biologica del Mediterraneo. Tuttavia, dove c’è una minaccia, c’è chi vede un’opportunità, e traccia nuove rotte di sopravvivenza.
Nel nuovo numero di Mappe Virginia Simoni, storyteller gastronomica, spiega dove come e perché la scienza, l’industria e l’alta cucina stiano imparando a gestire l’invasione dei nuovi abitanti del mare.
Blu oltremare "Un alieno alla mia tavola"
Il suo racconto è amplificato dal fotoreportage di Elisabetta Zavoli, che descrive per immagini le soluzioni “dal basso” che le comunità adriatiche hanno adottato per mitigare l’impatto negativo sugli ecosistemi locali, sulla pesca e sul turismo delle specie invasive aliene come il Callinectes sapidus, più noto come granchio blu.
Il soggetto principale della ricerca fotografica di Zavoli è la questione ambientale. Nel 2020, con altri giornalisti scientifici ha cofondato Radar Magazine per raccontare storie e inchieste su ambiente, natura, geografia e cultura.
Vi anticipiamo qualcuna delle immagini di "Un alieno alla mia tavola", il progetto fotografico che ha incassato il sostegno della National Geographic Society Grant.
Le reti blu che il pescatore Gianni Gioppi usa per pescare crostacei a Pola, in Croazia. Gioppi è specializzato nella pesca del granchio ragno (Maja squinado) molto apprezzato in Croazia.
I primi esemplari di granchio blu sono conservati al Museo di storia naturale “Giancarlo Ligabue” a Venezia. Il primissimo fu trovato nel 1949 nella laguna di Grado. Gli scienziati credono che sia arrivato nel mar Mediterraneo agli inizi del XX secolo su navi cargo in transito per poi proliferare in tutto lo Ionio e l’Adriatico.
Neven Ivesa, biotecnologo all’Università Juraj Dobrila di Pola, in Croazia, e pescatore professionista, osserva un granchio blu che ha appena pescato nella riserva di Palud. Nel 2021 Neven ha cominciato a trovare i granchi blu sulle coste dell’Istria e a studiare il contenuto dei loro stomaci, al cui interno trova spesso una grossa concentrazione di molluschi bivalvi, come le vongole, e plastica
Meghi Tombini mostra le diverse specie di vongole coltivate nella laguna di Goro, Ferrara. Con 13.000 tonnellate di vongole all’anno, Goro copriva il 55% della produzione italiana e il 40% di quella europea con profitti di 60 milioni di euro all’anno. Questo fino al 2023, quando il granchio blu ha causato la perdita del 90% della produzione. Più del 90% della popolazione di Goro vive per lo più grazie a questa attività.
Una famiglia prova a pescare granchi blu dal Trepponti di Comacchio. Trepponti è un ponte triplo costruito nel XVII secolo per collegare la laguna di Comacchio con il mar Adriatico. Dal boom del granchio blu, iniziato nel 2023, molti bambini vengono qui proprio per cercare di pescarlo dal canale e poi mangiarlo a casa
Alessio Tagliati, pescatore e presidente della cooperativa Gorino mentre realizza che ha perso tutto il raccolto di vongole nella laguna di Goro, Ferrara. La moria è dovuta all’invasione del granchio blu.