Se oggi immergessimo lo sguardo sotto la linea di costa dell’Adriatico, non troveremmo più il paesaggio sottomarino che i nostri nonni pescatori hanno sempre raccontato. Il mare di casa per tanti italiani, è diventato la frontiera di una migrazione silenziosa ma inarrestabile. Perché gli alieni sono tra noi.

Non arrivano dalle stelle, ma dalle chiglie delle navi transoceaniche o risalendo il canale di Suez. Tra i vari ci sono il granchio blu, il pesce palla maculato, il pesce coniglio, il pesce scorpione. Creature voraci che stanno ridisegnando la geografia economica e biologica del Mediterraneo. Tuttavia, dove c’è una minaccia, c’è chi vede un’opportunità, e traccia nuove rotte di sopravvivenza.

Nel nuovo numero di Mappe Virginia Simoni, storyteller gastronomica, spiega dove come e perché la scienza, l’industria e l’alta cucina stiano imparando a gestire l’invasione dei nuovi abitanti del mare.

Blu oltremare "Un alieno alla mia tavola"

Il suo racconto è amplificato dal fotoreportage di Elisabetta Zavoli, che descrive per immagini le soluzioni “dal basso” che le comunità adriatiche hanno adottato per mitigare l’impatto negativo sugli ecosistemi locali, sulla pesca e sul turismo delle specie invasive aliene come il Callinectes sapidus, più noto come granchio blu.

Il soggetto principale della ricerca fotografica di Zavoli è la questione ambientale. Nel 2020, con altri giornalisti scientifici ha cofondato Radar Magazine per raccontare storie e inchieste su ambiente, natura, geografia e cultura.

Vi anticipiamo qualcuna delle immagini di "Un alieno alla mia tavola", il progetto fotografico che ha incassato il sostegno della National Geographic Society Grant.

MAPPE/Adriatico - Il mare di mezzo

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