Vuoi guardare? Paga. Dal 1° febbraio la Fontana di Trevi diventa a pagamento per i visitatori: due euro per accedere all’area più vicina al monumento, dalle 9 alle 22. Di notte, invece, l’ingresso resta gratuito. È la nuova misura decisa dal Comune di Roma per tentare di arginare l’iperturismo che ogni giorno assedia uno dei luoghi simbolo della Capitale.
Turisti di tutto il mondo, residenti di tutta Italia: se venite a Roma preparate due euro, oltre alla tradizionale monetina da lanciare nell’acqua.
Per ora i residenti romani sono esonerati dal pagamento, anche se non è ancora chiaro se sarà necessario esibire un documento d’identità o se basterà l’accento.
L’obiettivo è filtrare l’enorme flusso di visitatori che si riversa quotidianamente nella piccola piazza su cui si affaccia la fontana, tra statue allegoriche di divinità, cavalli bianchi e neri, colonne corinzie, stemmi patrizi del Palazzo Poli e l’acqua Vergine che scorre ininterrottamente dai tempi dell’imperatore Augusto, attraverso un acquedotto sotterraneo lungo oltre 20 chilometri.
Una piccola misura contro l'affollamento
Il provvedimento è lodevole, ma difficilmente risolverà il problema del sovraffollamento se non in minima parte. Il biglietto per la Fontana di Trevi rappresenta più una barriera simbolica che una vera soluzione.
Sarà però utile per incrementare le entrate del Comune, destinate alla manutenzione del monumento.
Già ogni giorno, infatti, solo con le monetine lanciate dai turisti - una tradizione che risale all’Ottocento e attribuita all’archeologo tedesco Wolfang Helbig, come auspicio di ritorno a Roma - si raccolgono in media circa 8 mila euro, devoluti alla Caritas.

Un’esperienza che nessuno vuole perdere
Difficile immaginare che, per due euro, i visitatori rinuncino all’esperienza di ammirare uno dei capolavori più iconici di Roma. Anche se la visita sarà breve - pochi minuti concessi alla contemplazione - la Fontana di Trevi resta un simbolo che attraversa duemila anni di storia, dall’età imperiale a quella papale.
Solo chi sceglierà di visitarla in tarda sera o in piena notte potrà ancora godere del silenzio, della scenografia barocca e del gorgoglio dell’acqua che ha ispirato musicisti come Ottorino Respighi, cantanti come Claudio Villa e persino videoclip musicali più recenti.
Cinema, musica e mito senza tempo
La Fontana di Trevi è stato anche un set cinematografico senza fine: da Tre soldi nella fontana con Frank Sinatra, alla leggendaria scena de La Dolce Vita di Fellini con Anita Ekberg e Marcello Mastroianni, passando per Monicelli, Scola, Totò, Vacanze Romane con Audrey Hepburn, Ettore Scola e fino a Woody Allen con To Rome with Love.

Tra folla e storia che scorre via
Intanto la folla spinge, le guide agitano le bandierine, i gruppi vengono compressi e invitati ad avanzare. Poco spazio per spiegazioni e per raccontare la storia di un monumento ispirato al mare nel cuore della Roma barocca, a pochi passi dal Quirinale.
Una storia fatta di interventi archittonici illustri: da Marco Agrippa ( suo il Pantheon) a Bernini, da Vanvitelli a Ferdinando Fuga, fino al progetto definitivo di Nicola Salvi nel 1731, senza dimenticare il ruolo politico dei papi — su tutti Urbano VIII Barberini — che usarono la fontana per celebrare il proprio potere.
La monetina e l’addio
Così i visitatori sono costretti a tirare via in fretta: una monetina lanciata di spalle, una foto veloce, la speranza di tornare. Magari la prossima volta, pagando ancora due euro, ma trovando una Fontana di Trevi un po’ meno affollata.
