«Il ritorno del Museo Nazionale d’Abruzzo nel Castello cinquecentesco dell’Aquila rappresenta un passaggio di grande valore simbolico e culturale. Il segno concreto di un percorso di ricostruzione che ha posto al centro il patrimonio come bene pubblico, strumento di conoscenza e fattore di coesione per la comunità». Il direttore generale Musei Massimo Osanna commenta così la riapertura del Museo nella sua sede storica, il Castello della città.

Il nuovo allestimento del Museo con le mappe sui pavimenti per collocare le opere nel contesto storico della città / foto Marco Giugliarelli

Dopo oltre 16 anni dal terremoto del 6 aprile 2009 L’Aquila aggiunge un tassello alla sua rinascita, ritrovando un luogo della memoria collettiva cittadina e il suo patrimonio e lo fa proprio nell’anno da Capitale italiana della cultura. Un ritorno al Castello che inizia con il riallestimento di un centinaio di opere di grande valore storico e artistico. Una prima tappa di un progetto museale innovativo che prevede allestimenti classici e tecnologici, per coinvolgere i visitatori in un’esperienza di visita non statica.

La porzione degli spazi restituita al Museo Nazionale d’Abruzzo, Munda, ospita ora un percorso introduttivo dedicato alla storia della città dell’Aquila, del Castello e del museo con installazioni immersive e una narrazione per immagini dalla fondazione cinquecentesca del Castello fino ai giorni nostri. Tra le novità anche gli ambienti con pavimentazioni con stampa su vetro che riproducono le piante storiche della città per orientare il visitatore nello spazio urbano e nel paesaggio culturale abruzzese. Il nuovo percorso espositivo si sviluppa dal Medioevo al Cinquecento con la ricca collezione permanente del museo.

La sala immersiva del Museo con proiezione delle opere / foto Marco Giugliarelli

In ciascuna sala i visitatori si possono così immergere nella storia della comunità aquilana con informazioni, mappe, dettagli cronologici e, naturalmente, le opere d’arte. La collezione del museo si è inoltre arricchita di nuove acquisizioni, ma anche depositi pluriennali da altre istituzioni nazionali per sottolineare una volta di più la rilevanza di questa riapertura.

Accanto alla ricostruzione fisica e museografica, il Munda ha colto l’occasione anche per incrementare l’attenzione all’accessibilità creando percorsi dedicati alle persone non vedenti e ipovedenti con opere e modellini in 3d da toccare, eliminando barriere architettoniche e favorendo un’esperienza di visita coinvolgente per ogni tipo di visitatore a cominciare da Iride, con il Touch wall di schermi che diventano una tela digitale che il pubblico può esplorare con il tocco delle dita.

Il fossato del Castelli parzialmente ristrutturato per tornare a ospitare i capolavori della collezione del Museo / foto Marco Giugliarelli