«Un marchio deve durare il più a lungo possibile, non per sempre.» Bob Noorda sapeva che l'identità visiva non è un monumento — è un organismo vivo, capace di rinnovarsi restando riconoscibile.
Bob Noorda
Ci sono persone il cui lavoro ci accompagna ogni giorno senza che ce ne accorgiamo. Bob Noorda (Amsterdam, 1927 – Milano, 2010) è una di queste. Olandese di nascita e di formazione, arriva a Milano nel 1954 e la città lo adotta — o forse è lui ad adottare lei, modellandone la grammatica visiva.
È l'uomo che ha disegnato i segnali della Linea 1 della Metropolitana Milanese, inaugurata nel 1964: la tipografia, i pannelli, la segnaletica d'ambiente. Scendere in metro a Milano significa ancora oggi abitare uno spazio pensato da Noorda.
Noorda e il logo del Touring
Siamo alla fine degli anni Settanta. Il Touring Club Italiano — fondato nel 1894, la più grande associazione italiana — vuole rinnovarsi. Nel 1978 viene lanciato un concorso a inviti tra tre studi di progettazione: uno di loro è l'Unimark International di Bob Noorda.
Noorda presenta diverse proposte. La scelta cade su una soluzione di continuità: il simbolo storico del Touring, il tricolore italiano inscritto in una ruota di ciclo, adottato fin dal 27 dicembre 1894.
Ed è qui che si rivela il talento unico di Noorda: trasformare un vincolo in forza. Il nuovo marchio mantiene l'anima del vecchio ma lo porta in un piano di geometria precisa.
celata e ammorbidita dai curvi raccordi che restituiscono del precedente marchio le flessuose forme del vessillo agitato dal vento.
La sigla cambia da CTI (Consociazione Turistica Italiana) a TCI, ridisegnata in caratteri sobri e rotondi.

Qui Touring, era il gennaio 1979
Sul mensile Qui Touring del gennaio 1979, il nuovo marchio viene presentato ai soci con un titolo che suona ancora oggi come un manifesto di design: "Un marchio nuovo (ma non troppo) per un Touring che si rinnova". Non una rivoluzione. Un'evoluzione consapevole.
Il manuale di identità visiva che sistematizza tutte le regole verrà pubblicato nel 1986, ma i "codici" — tipografici, cromatici, iconografici — sono già tutti presenti in questo primo logo del 1979.

L'Annuario dei Comuni, organizzare
il mondo in simboli
Dopo il marchio, al Touring Club si apre un cantiere ancora più complesso: l'Annuario Generale dei Comuni, un volume con più di trentamila voci ciascuna associata a informazioni d'uso turistico. Un elenco colossale, in cui il problema principale non è la bellezza della pagina ma la sua leggibilità: ogni segnale deve essere decodificato in un secondo.
Nelle edizioni precedenti, simboli e icone erano usati in modo «molto informale e approssimativo, basato più sulle necessità redazionali»: disegnini senza un sistema, senza coerenza. Noorda capisce che questa non è solo un'inefficienza grafica, è un'occasione persa.
Introduce così un sistema di oltre 140 pittogrammi e icone costruito con la stessa logica che aveva usato per la metro. Il risultato è una micro-tipografia, quasi una nuova forma di scrittura. Le stesse icone funzionano nelle pagine dell'Annuario, nelle copertine dei repertori, nella cartografia, e persino nella segnaletica ambientale dei villaggi turistici.
L'Annuario del 1979 introduce anche altri codici grafici — filetti, testatine, partizioni tipografiche — che renderanno riconoscibili le pubblicazioni del sodalizio per tutto il decennio successivo. Nasce un vero e proprio linguaggio.

Guide rosse, guide verdi:
la grammatica visiva del viaggio
Per quasi vent'anni — dal 1978 alla prima metà degli anni Novanta, con un ritorno nel 2004 — Noorda non si limita a tenere in ordine il logo del Touring. Interviene su centinaia di copertine e migliaia di pagine: le celebri guide rosse (Guida d'Italia), le guide verdi, i repertori dei campeggi, gli atlanti enciclopedici, le guide illustrate, le collane di grandi libri fotografici.
Per le Guide Rosse ridisegna la pagina guadagnando leggibilità e chiarezza senza toccare il formato né la copertina in tela rossa con titolo stampigliato in oro.

Per le Guide Verdi introduce, a partire dalla metà degli anni Ottanta, la sequenza progressiva di linee parallele in copertina, e propone una logica cromatica per distinguere le sotto-collane: marrone per le Guide d'Europa, viola per le Guide Regionali, blu per le Guide del Mondo, verde brillante per le Guide d'Italia. Un sistema adottato solo in parte, ma che rimarrà il punto di riferimento per le Guide del Sole.
Il volume Viaggio nella geografia (1985) è forse il caso più emblematico della sua capacità di adattarsi alla complessità dei contenuti: organizza l'impaginato su tre ordini di lettura con una griglia variabile — due colonne asimmetriche, quattro o tre colonne — modulando il rapporto testo-immagine a seconda che il contenuto sia saggistico, narrativo o tecnico.
In tutti questi lavori, Noorda definisce quei codici tipografici, cromatici, iconografici e fotografici che formano una sorta di grammatica grafica. Un linguaggio così coerente che, anche in assenza del marchio, siamo in grado di riconoscere una pubblicazione del Touring.

L'identità si costruisce senza rivoluzioni
La lezione più profonda di Bob Noorda non sta nei singoli oggetti — il logo, l'icona, la copertina — ma nel modo in cui li ha concepiti: sempre come parti di un sistema, mai come pezzi isolati.
L'identità visiva del Touring Club Italiano non è il risultato di un'operazione di branding spettacolare. È il frutto di un lavoro paziente, umile, quasi artigianale, condotto tra gli spazi, le linee e le interlinee della produzione editoriale di un'associazione centenaria.
In questo Noorda è milanese, non olandese. Ha fatto propria quella tradizione lombarda di design funzionale che non si preoccupa di stupire, ma di durare. Milano — la città della metro che porta ancora la sua firma, la città da cui le guide del Touring partivano verso tutta Italia — è lo sfondo naturale di questa storia. Una storia che ne apre ad altre, che raccontano un capitolo italiano lungo più di un secolo, da oggi fruibile a tutti:
Entra in Digitouring, la nuova piattaforma digitale del Touring che permette di navigare tra migliaia di documenti, fotografie storiche e pubblicazioni digitalizzate. Un patrimonio vivo, aperto, accessibile, a cui contribuire con passione.
