Giovanni di Pietro di Bernardone da Assisi, per tutti soltanto San Francesco, è stato un uomo in continuo cammino. Camminava al seguito del padre mercante. Camminava quando ebbe la “chiamata”. Camminava senza sosta quando decise che la sua vita sarebbe stata annunziare la parola del Signore. Appare dunque naturale che oggi sempre più persone si mettano in cammino sulle sue tracce nei tanti itinerari che attraversano il Cento Italia.

Così tanti e così diversi che per metterli a sistema è nato il Cammino di Francesco: 1.546 chilometri di sentieri, bretelle e varianti unite sotto un unico cappello che riunisce gli itinerari esistenti che toccano i luoghi di Francesco in Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria. Dalla Via del Nord della Via di Francesco – riconosciuto dal Touring all’interno del progetto Cammini e Percorsi – alla Via del Sud (da Roma ad Assisi), dal Cammino Francescano della Marca (da Ascoli Piceno ad Assisi) all’anello della Valle Santa di Rieti.

L'abbazia di La Verna / foto Shutterstock

Percorsi nati dal basso negli anni passati, tutti separati e frammentati, ognuno testimone di un pezzetto della vita del Santo di Assisi, ognuno organizzato a modo suo. Tutti accomunati dal fatto che percorrendoli lo spirito francescano si respira a fondo, perché spesso l’ospitalità è semplice ed essenziale presso ostelli gestiti da volontari, e alle volte si finisce a dormire in quegli stessi eremi francescani dove si fermò Francesco. Su queste pietre, dice chi lo ha percorso, l’impressione è che anche se non si ha una sensibilità religiosa, ci si senta un po’ più viandanti e pellegrini rispetto ad altri Cammini. 

Il nuovo Cammino di Francesco è il lascito più concreto del Comitato nazionale per l’VIII centenario della morte di S. Francesco. «Dopo un lavoro paziente prende avvio uno dei grandi progetti su cui come Presidente ho impegnato il Comitato Nazionale per gli Ottocento anni dalla morte di san Francesco – spiega il poeta Davide Rondoni, che è anche presidente dell’Associazione del Cammino di Francesco –. Armonizzare la proposta del Cammino di Francesco è non solo un atto di rispetto verso tutti coloro che vi sono coinvolti, specie i camminatori, ma soprattutto verso il Santo e Patrono. Meglio avere patroni in cielo che padroni sulla terra per camminare più liberi e in pace».

L’Associazione Vie e Cammini di Francesco, creata dai ministeri della Cultura e del Turismo assieme alle Regioni, è pensata per armonizzare in modo organico tutti i tracciati. «L’Associazione – spiega Gigi Bettin, che ne è segretario – ha un comitato scientifico che valida storicamente i tracciati dove effettivamente è passato Francesco, e si propone di far rete tra istituzioni e volontari per trasformare i tanti sentieri in un’unica esperienza di viaggio». L’occasione per apportare migliorie ai tracciati dove necessario, uniformare la segnaletica e proporre al pubblico, con un sito unico (per ora su Italia.it) e operazioni di marketing e proporre il Cammino di Francesco come un percorso unitario pur nella pluralità dei tracciati. 

Pellegrini sul Cammino di Francesco

Come per il Camino di Santiago è previsto un «Testimonium» del percorso compiuto fino alla tomba del Santo, con le credenziali timbrate ad ogni tappa, anche se al momento viene riconosciuto solo a chi compie almeno 100 chilometri a piedi o 200 in bici. Tutti accorgimenti utili per portare sempre più persone, credenti e laiche, a camminare sulle orme di Francesco.