L'11 giugno 2026, allo Stadio Azteca di Città del Messico — terza volta nella storia che ospita una partita inaugurale mondiale, dopo il 1970 e il 1986 — si alca il sipario sul Mondiale più diffuso della storia del calcio: 48 squadre, 104 partite, 16 stadi distribuiti tra Stati Uniti, Canada e Messico.
Per la prima volta tre paesi co-ospitano la competizione più seguita del pianeta. Le stime parlano di 1,24 milioni di visitatori internazionali nei soli Stati Uniti, di cui 742.000 viaggi che non sarebbero avvenuti senza il torneo. Una presenza totale negli stadi di 6,5 milioni di spettatori distribuita prima durante e dopo l'evento. Il presidente del turismo di New York l'ha definita "l'equivalente di sei o sette Super Bowl concentrati in sei settimane".
Ma c'è qualcosa di più significativo, in questo Mondiale americano, di un semplice record di presenze. C'è un modello di stadio — e di rapporto tra stadio, sport e spettatore — che arriva alla sua consacrazione globale e che sta influ

Cattedrali moderne ell'enterteinement
Il MetLife Stadium di East Rutherford, New Jersey — dove si giocherà la finale del Mondiale il 19 luglio — è il più grande impianto NFL per capienza, con 82.500 posti. Non è però uno stadio nel senso europeo del termine. È una macchina da intrattenimento, concepita per non stare mai ferma: ospita le partite dei New York Giants e dei Jets, ma anche concerti di Taylor Swift, il Super Bowl, partite internazionali di calcio, motocross, eventi aziendali, bar mitzvah. Ha lounge fireside, club field-level, suite di lusso affittabili per feste private. Il menù del giorno di partita cambia a seconda di quale squadra gioca: panini al brisket per i Giants, pulled pork per i Jets.

Il SoFi Stadium di Inglewood, Los Angeles, ha aperto nel 2020 per 5,5 miliardi di dollari ed è considerato lo stadio più tecnologicamente avanzato del mondo. Ha un tetto traslucido che crea luce naturale, schermi giganti da ogni angolo, un campus con hotel, ristoranti e centri commerciali integrati nell'area circostante. È una destinazione, non un impianto.

L'AT&T Stadium di Dallas — che ospita il maggior numero di partite mondiali, nove — ha una capienza da 94.000 posti e un'esperienza gastronomica e di intrattenimento che compete con qualsiasi venue di lusso. Prezzi contenuti, comfort massimo, show permanente.
Questo è il paradigma americano: lo stadio come parco tematico a tema sportivo, dove la partita è il contenuto principale ma non l'unico prodotto.

Bernabeu, Camp Nou, Anfield: l'Europa che segue il modello Usa
Il Santiago Bernabéu di Madrid è il laboratorio europeo più avanzato di questa trasformazione. Dopo una ristrutturazione da 1,347 miliardi di euro, lo stadio del Real Madrid genera circa un milione di euro al giorno di ricavi, con i tour che attraggono oltre due milioni di visitatori annui. Il club ha superato il miliardo di euro di ricavi nella stagione 2023-24 — primo club nella storia del calcio — grazie in larga parte alle nuove attività commerciali.

Il Camp Nou di Barcellona attira oltre 1,2 milioni di visitatori annui al proprio museo, collocandosi tra le principali attrazioni turistiche della città insieme alla Sagrada Família e a Park Güell. Il museo del Barça è il più visitato della Catalogna.

Il Tottenham Hotspur Stadium di Londra, inaugurato nel 2019 con un miliardo di sterline di investimento, ha portato i ricavi commerciali del club da 72 a 227 milioni di sterline in sei anni, grazie a partite NFL, concerti e grandi eventi ospitati nello stesso impianto. Ha un microbirrificio interno, il bar più lungo d'Europa, esperienze skywalk sul tetto.

San Siro, simbolo del calcio italiano diviso tra nostalgia e ambizioni
Nel frattempo il Mondiale si gioca negli Stati Uniti. E l'Italia non c'è — esclusa per la terza volta consecutiva alle fasi finali. E se c'è un simbolo plastico di questa fase di stallo è lo stadio Meazza di Milano, per tutti San Siro.

Il Meazza è uno degli stadi più riconoscibili al mondo. Costruito nel 1926 su progetto di Ulisse Stacchini — lo stesso architetto della Stazione Centrale di Milano — ampliato nel 1955 con il secondo anello fino a 100.000 posti, poi modificato per i Mondiali del 1990 con le torri cilindriche che ne hanno definito la silhouette. Ha ospitato quattro semifinali mondiali, due finali di Coppa dei Campioni, i derby più seguiti d'Europa.
Negli ultimi anni anche San Siro è diventato anche un grande attrattore turistico e culturale: il museo, i tour dello stadio, il tunnel dei campioni, gli spalti e gli spazi che hanno visto passare generazioni di tifosi richiamano ogni stagione centinaia di migliaia di visitatori.

Eppure il suo destino resta incerto. Inter e Milan spingono da tempo per un nuovo impianto, il Comune di Milano procede tra rinvii e decisioni difficili, le ipotesi di vincolo si intrecciano con i costi di manutenzione e con l'esigenza, sempre più urgente, di competere con un nuovo modello di stadio: più moderno, più commerciale, più redditizio. San Siro resta così fermo tra nostalgia di grandezza e futuro che stenta a partire.

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