L'11 giugno 2026, allo Stadio Azteca di Città del Messico — terza volta nella storia che ospita una partita inaugurale mondiale, dopo il 1970 e il 1986 — si alca il sipario sul Mondiale più diffuso della storia del calcio: 48 squadre, 104 partite, 16 stadi distribuiti tra Stati Uniti, Canada e Messico.

Per la prima volta tre paesi co-ospitano la competizione più seguita del pianeta. Le stime parlano di 1,24 milioni di visitatori internazionali nei soli Stati Uniti, di cui 742.000 viaggi che non sarebbero avvenuti senza il torneo. Una presenza totale negli stadi di 6,5 milioni di spettatori distribuita prima durante e dopo l'evento.

Città del Messico, Stadio Azteca
Città del Messico, Stadio Azteca, L'Estadio Azteca di Città del Messico, inaugurato nel 1966, è il primo e unico stadio al mondo ad aver ospitato tre edizioni della Coppa del Mondo: 1970, 1986 e 2026

USA 2026 sarà anche l'evento che consacra il turismo sportivo come uno dei business più dinamici del nostro tempo. Secondo Oxford Economics, il mercato globale vale oggi circa 685 miliardi di dollari e potrebbe più che triplicare entro il 2032: una traiettoria alimentata dai grandi tornei internazionali, dalla fame di esperienze live e dalla trasformazione degli stadi in mete turistiche permanenti, aperte e redditizie ben oltre i novanta minuti di gioco.

L'AT&T Stadium di Dallas
L'AT&T Stadium di Dallas — che ospita il maggior numero di partite mondiali, nove — ha una capienza da 94.000 posti

Il calcio guida questo mercato più di qualsiasi altro sport: leghe come la Premier League, La Liga e la Serie A hanno costruito nel tempo un pubblico globale disposto a viaggiare per seguirle, trasformando le partite in esperienze che valgono almeno una parte del viaggio. L'Europa resta l'epicentro geografico del fenomeno, grazie a una densità di club storici, stadi iconici e competizioni internazionali senza paragoni nel resto del mondo.

Dentro gli spogliatoi del Tottenham Hotspur Stadium di Londra
Dentro gli spogliatoi del Tottenham Hotspur Stadium di Londra

Stadi come il Bernabéu, il Camp Nou e Anfield sono diventati attrazioni turistiche permanenti, aperte 365 giorni l'anno, indipendentemente dal calendario sportivo.

Il museo del Barcellona è tra i più visitati della Catalogna. Il tour del Bernabéu attira oltre due milioni di visitatori l'anno, più di molti dei più famosi musei europei.

Visitatori durante un tour nel Camp Nou di Barcellona
Visitatori durante un tour nel Camp Nou di Barcellona

Questo cambio di paradigma ha una conseguenza diretta sul modo in cui i club — e le città — pensano allo stadio. Non più un'infrastruttura che serve diciotto domeniche l'anno, ma un asset culturale e commerciale a ciclo continuo.

Paesi come la Spagna hanno attratto 4,8 milioni di turisti sportivi in un solo anno, con i club che hanno imparato a monetizzare la propria storia quanto i propri campionati.

L'incognita San Siro, simbolo del calcio italiano diviso tra nostalgia e ambizioni

E noi? Esclusi dalle fasi finali del Mondiale, abbiamo tutto il tempo per interrogarci sul come applicare anche in Italia questo modello di business. Soprattutto a Milano, dove si stanno provando a sciogliere gli ultimi intricati nodi sul futuro dello stadio Meazza di Milano,

Lo Stadio Meazza di Milano
Lo Stadio Meazza di Milano

Il Meazza è uno degli stadi più riconoscibili al mondo. Costruito nel 1926 su progetto di Ulisse Stacchini — lo stesso architetto della Stazione Centrale di Milano — ampliato nel 1955 con il secondo anello, poi modificato per i Mondiali del 1990 con le torri cilindriche che ne hanno definito la silhouette. Ha ospitato quattro semifinali mondiali, due finali di Coppa dei Campioni, i derby più seguiti d'Europa.

Negli ultimi anni anche San Siro è diventato anche un grande attrattore turistico e culturale: il museo, i tour dello stadio, il tunnel dei campioni, gli spalti e gli spazi che hanno visto passare generazioni di tifosi richiamano ogni stagione centinaia di migliaia di visitatori.

Eppure il suo destino resta incerto. Inter e Milan spingono da tempo per un nuovo impianto, il Comune di Milano procede tra rinvii e decisioni difficili, le ipotesi di vincolo si intrecciano con i costi di manutenzione e con l'esigenza, sempre più urgente, di competere con un nuovo modello di stadio: più moderno, più commerciale, più redditizio.

San Siro resta così fermo tra nostalgia di grandezza e futuro che stenta a partire, e noi nell'attesa ci aggrappiamo ai fasti della memoria e ai momenti di gloria del passato, regalandovi alcune delle splendide fotografie di repertorio del Meazza di Milano.

Provengono dall’Archivio Storico del Touring Club Italiano. Sono immagini sportive, ma anche documenti di costume, architettura e memoria urbana che puoi vedere gratuitamente quando vuoi e dove vuoi.

Basta accedere al nuovo museo virtuale Digitouring: la nuova piattaforma digitale che rende finalmente accessibile, fruibile e narrabile uno dei più ricchi archivi storici del Paese.

Non un semplice sito di consultazione, ma un vero e proprio museo digitale vivo, capace di trasformare oltre un secolo di materiali in esperienza, racconto e ispirazione.

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Vivi lo sport con le immagini dell'Archivio Storico del Touring Club Italiano

L’Archivio Storico del Touring Club Italiano è uno dei patrimoni documentali più importanti d’Italia per quantità, varietà e qualità dei materiali conservati: quasi 700.000 unità tra documenti, fotografie, cartoline, carte geografiche, atlanti e pubblicazioni. Ma soprattutto è un luogo dove il viaggio, lo sport e il racconto del Paese si intrecciano in modo unico.

In occasione di Aperti per Voi sotto le Stelle 2026, il 12 giugno presso la sede del Touring, in via Tacito 6 (M3 Lodi TIBB - Trenord Scalo Romana) sarà possibile partecipare a una visita guidata speciale, dedicata al mondo dello sport attraverso materiali originali raramente esposti.

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Olimpiadi nelle foto di repertorio conservate nell'Archivio Tci