Per gli amanti del calcio è un luogo leggendario: ha infatti ospitato la semifinale mondiale del 1970 fra Italia-Germania, finita 4-3 per gli azzurri ai supplementari, e la finale del mondiale 1986 vinta dall’Argentina di Diego Armando Maradona contro la Germania di Karl-Heinz Rummenigge.

È l’unico stadio al mondo ad aver ospitato due finali mondiali, nel 1970 e appunto nel 1986 e con i Mondiali Usa-Messico del 2026 sarà l’unico al mondo ad aver ospitato tre campionati mondiali di calcio.  E ancora, fra tutti gli stadi ad avere ospitato una partita dei mondiali, trovandosi a un’altitudine di 2220 metri sul livello del mare è quello più in alto di tutti.

lo stadio Azteca di città del messico

Costruito negli anni Sessanta e inaugurato nel 1966, ha forma ellittica e può contenere 87.500 spettatori a sedere; ha un ottimo sistema di illuminazione e di due megaschermi installati nel 1998.

Proprio la sua età, insieme al fatto di essere stato costruito su un terreno instabile, sta seriamente preoccupando gli organizzatori del Mondiale e persino la NASA, aggiungendo così un nuovo record stavolta poco invidiabile: l’Azteca di Città del Messico è il primo stadio al mondo sotto osservazione spaziale per movimenti del terreno.

lo stadio Azteca di città del messico

Per monitorare questi movimenti, infatti, la NASA sta impiegando satelliti radar. I dati raccolti dall'agenzia spaziale sono fondamentali per monitorare l'entità esatta dello sprofondamento; supportare gli ingegneri messicani nei piani di messa in sicurezza dell'impianto; e soprattutto valutare l'impatto sulla stabilità della struttura in vista dell'afflusso di decine di migliaia di tifosi.

L’allarme riguarda la stabilità di tutta l'area su cui sorge l’impianto, dove sono stati rilevati progressivi cedimenti del suolo che sta facendo sprofondare l'area di circa 1,5 cm al mese.

Il suolo si sta abbassando a causa dello sfruttamento delle falde acquifere, che rende instabile non solo il terreno su cui sorge lo stadio che l’11 giugno ospita la partita inaugurale dei Mondiali tra Messico e Sudafrica, ma buona parte della capitale messicana, che oggi supera i 20 milioni di persone contando l’area metropolitana. 

La metropoli è stata infatti costruita sull'antico alveo prosciugato del lago di Texcoco, un terreno argilloso e instabile. Il massiccio sfruttamento delle falde acquifere per soddisfare il fabbisogno della città provoca un progressivo e continuo cedimento strutturale del suolo che coinvolge l’impianto sportivo e tutti gli edifici circostanti.

Come se non bastasse, sono state segnalate parti dello stadio soggette a disfacimento, e negli anni alcuni tifosi hanno rimosso piccoli frammenti di cemento dall'impianto per portarli a casa come cimeli, contribuendo ulteriormente all'usura dell’impianto. In tutto questo, i lavori di ristrutturazione e adeguamento agli standard FIFA hanno subito rallentamenti e non sono stati terminati in tempo.

E mentre la Nasa monitora da lassù, oggi si gioca la partita inaugurale dei Mondiali di Calcio, sul prato in cui Maradona, il 22 giugno 1986, superò in dribbling tutti gli inglesi che lo affrontavano, per segnare il gol più bello della storia del calcio.