Amatissima sia dagli italiani sia dagli stranieri, durante l'estate l'isola di Capri accoglie un flusso massiccio di visitatori, con picchi di 50.000 persone al giorno. Un numero impressionante, a tratti insostenibile per un’isola con una superficie di 10,4 chilometri quadrati e solo 13.000 residenti.

E se in passato l’isola ha adottato provvedimenti che cercavano di arginare il turismo cafone, vietando gli zoccoli di legno, le radio ad alto volume e i picnic selvaggi, oggi si rende necessario intervenire per ridurre l’impatto di questi numeri, cercando però al tempo stesso di non privare l’isola dei turisti sui quali poggia principalmente la sua economia.

Perciò la giunta di Capri (il principale Comune dell’isola, da cui si sbarca; l’altro è Anacapri, nell'interno) ha varato all’unanimità nuove regole per i gruppi turistici organizzati: anzitutto un limite massimo di 40 visitatori, e per i gruppi superiori alle 20 persone l’obbligo di cuffiette per ascoltare la propria guida turistica, che dovrà essere munita di paletta idonea e non di ombrelli, foulard o altri oggetti improvvisati. E ancora, la guida turistica dovrà assicurarsi che il gruppo rimanga compatto e in sicurezza durante tutto il percorso. 

Il nuovo regolamento è stato studiato in vista della prossima estate per dare un po’ d’ordine al turismo pendolare quotidiano sia nei luoghi più visitati dell’isola sia al porto alla Marina Grande, dove si raggruppano da sempre i gruppi di visitatori, prima di prendere la storica funicolare o i pullman che portano alla Piazzetta di Capri, a Marina Piccola e ad Anacapri. 

Giudizio favorevole arriva dall’Ascom Confcommercio Capri, che «accoglie favorevolmente il nuovo regolamento sui gruppi e le guide turistiche. E’ un primo importante passo, auspicando altre iniziative concrete, che dovrebbe permettere una migliore fruizione di Capri in determinate ore del giorno congestionate dai tantissimi visitatori giornalieri». 

Ok anche da Federalberghi di Capri: «Le nuove regole per i gruppi organizzati sono strumenti indispensabili per decongestionare aree critiche come piazza Umberto I e le banchine di Marina Grande».

Con oltre 100 milioni di arrivi dall’estero nel 2025, l’overtourism in Italia è sempre più al centro dell’attenzione degli amministratori loali, impegnati a tutelare il territorio e le sue bellezze. I principali provvedimenti adottati finora riguardano l'introduzione di ticket d'ingresso (come a Venezia o a Civita di Bagnoregio, nel Lazio), limiti numerici e prenotazioni obbligatorie (alle Cinque Terre in Liguria, alle Tre Cime di Lavaredo sulle Dolomiti), limitazioni ai bus turistici in diverse città e aree turistiche (Costiera Amalfitana); aumenti delle tasse di soggiorno. Tutto nel tentativo di trovare un equilibrio (forse impossibile) fra l’impatto turistico, con le sue fondamentali ricadute economiche, e la tutela dei cittadini e del territorio.