La 109ª edizione del Giro d’Italia parte l’8 maggio 2026 da Nessebar, in Bulgaria, e si conclude il 31 maggio a Roma. Ventuno tappe, 3.459 chilometri e sette arrivi in salita.

Ma il Giro non è soltanto una corsa: è un viaggio dentro il paesaggio italiano, lungo strade che custodiscono storie, imprese e memorie del ciclismo. Ogni anno la Corsa Rosa ridisegna il profilo dell’Italia tappa dopo tappa. E ogni anno migliaia di appassionati scelgono di seguirne le tracce lentamente, trasformando le strade del Giro in itinerari di viaggio.

Alcune delle tappe dell’edizione 2026 attraversano luoghi entrati nella leggenda della Corsa Rosa. Allora perché non viverle in prima persona, magari in sella alla propria bicicletta o a una e-bike se non abbiamo gambe e fiato ad assisterci? Nessuno ce ne farà una colpa e il viaggio sarà memorabile.

1. Formia – Blockhaus: l’Appennino abruzzese che non perdona

Giro 2026 — Tappa 7 | 15 maggio | 244 km ★★★★

È il primo grande banco di prova del Giro 2026: 244 chilometri dal basso Lazio fino al Blockhaus, sul massiccio della Maiella, con le difficoltà concentrate nella parte finale. Per il ciclismo moderno è una salita relativamente recente, ma l’Appennino abruzzese appartiene da sempre alla memoria del Giro.

Qui si svolse una delle tappe più dure della storia della corsa: la Teramo-Napoli del 24 maggio 1910. Erano 319 chilometri, con partenza all’alba, strade dissestate e tre valichi da affrontare. Dei 46 corridori partiti, soltanto 20 arrivarono al traguardo.

Pedalare oggi tra Chieti, Popoli, Sulmona e l’alta Valle del Pescara significa seguire le orme dei pionieri del ciclismo. Luigi Ganna concluse quella giornata allo stremo, dopo aver mangiato un sugo di pomodoro avariato. Maurice Brocco restò in fuga per oltre 300 chilometri prima di cedere vicino a Narni.

La statale 17 attraversa tratturi, altopiani e tornanti storici come le Svolte di Popoli e il valico di Cinquemiglia. Strade di transumanza prima ancora che di ciclismo. Anche il Touring Club Italiano ebbe un ruolo importante: la rete dei Consoli locali aiutò infatti la carovana del Giro a orientarsi lungo i passi dell’entroterra abruzzese.

Itinerario consigliato

Da Pescara a Campo Imperatore seguendo la SR 5 Via Tiburtina Valeria, con sosta all’Abbazia di San Clemente a Casauria. Dislivello complessivo: 1.670 metri. Percorso divisibile in tre tappe con pernottamenti a Sulmona e Avezzano.

2. Paestum – Napoli: il lungomare dei campioni

Giro 2026 — Tappa 6 | 14 maggio | 142 km ★★

Una tappa quasi interamente pianeggiante lungo la costa campana, con l’unica vera difficoltà nella salita verso Cava de’ Tirreni prima dell’arrivo a Napoli.

Eppure Napoli e il Giro condividono una lunga storia. Nel 1910 la città accolse i corridori della massacrante Teramo-Napoli, arrivati in serata dopo oltre trecento chilometri di fatica. Nel 1951 fu invece il punto di partenza di una fuga rimasta celebre: Giovannino Corrieri e Guido De Santi attaccarono subito dopo Capodichino e resistettero per gran parte della tappa verso Foggia.

La Napoli-Foggia del 1951 seguiva la Via Appia, attraversava Benevento e il suo Arco di Traiano, superava il passo di Mirabella e scendeva nel Tavoliere. Un itinerario che ancora oggi conserva un forte fascino cicloturistico, lontano dal traffico delle aree urbane.

La tappa del 2026 guarda invece al mare e ai paesaggi della costa campana. È l’occasione ideale per pedalare tra il litorale salernitano e il golfo di Napoli, con i templi dorici di Paestum a fare da cornice alla partenza.

Itinerario consigliato

Da Paestum a Napoli con sosta a Salerno e deviazione verso Cava de’ Tirreni. In alternativa, si può proseguire lungo l’antico itinerario della Napoli-Foggia del 1951: Caserta, l’Acquedotto Carolino del Vanvitelli e la Via Appia fino a Benevento. Percorso divisibile in due tappe.

3. Cervia – Corno alle Scale: sull’Appennino tosco-romagnolo

Giro 2026 — Tappa 9 | 17 maggio | 184 km ★★★

La prima settimana del Giro si chiude in salita. Da Cervia, sulla costa adriatica, i corridori raggiungono il Corno alle Scale attraversando la Romagna e l’Appennino tosco-romagnolo.

Sono le stesse montagne percorse dal Giro del 1939 nella Forlì-Firenze del 7 maggio: la tappa del celebre “giorno delle tre maglie rosa”, conclusa da Gino Bartali sotto la pioggia allo Stadio Berta di Firenze.

Il percorso attraversa Terra del Sole, Portico di Romagna, il passo del Muraglione e la Val di Sieve. Ancora oggi è uno degli itinerari cicloturistici più suggestivi del centro Italia: borghi medievali, calanchi, foreste e vecchie locande frequentate da generazioni di ciclisti.

Al Muraglione sopravvive ancora lo storico albergo di passo, con fotografie del Giro appese alle pareti.

Itinerario consigliato

Da Forlì a Firenze lungo la SS 67 Tosco Romagnola. Salita al passo del Muraglione: 907 metri, 9,3 km da San Benedetto in Alpe, pendenza media del 4,4%. Discesa verso Pontassieve e Firenze. Pernottamento consigliato al Muraglione.

4. Viareggio – Massa: la cronometro sulla costa toscana

Giro 2026 — Tappa 10 | 19 maggio | 42 km (cronometro) ★★★

L’unica prova contro il tempo del Giro 2026 si svolge tra Viareggio e Massa, lungo la costa toscana. Un tracciato che richiama inevitabilmente la Lucca-Roma del 28 maggio 1914: la tappa più lunga della storia del Giro, con 430 chilometri percorsi quasi interamente nella notte.

Da Lucca partì anche la fuga di Lauro Bordin, rimasto solo al comando per oltre 300 chilometri prima di essere ripreso vicino a Roma.

Lucca conserva ancora oggi un forte legame con la bicicletta. Le mura rinascimentali ospitano una delle più celebri ciclovie urbane italiane, mentre il territorio circostante permette di seguire lunghi tratti della Francigena e delle strade storiche del Giro.

Itinerario consigliato

Da Lucca a Roma in quattro tappe, seguendo Francigena, Arno, Trasimeno e Valle Umbra. Pernottamenti consigliati a Firenze, Passignano sul Trasimeno e Spoleto. Arrivo a Roma lungo la Ciclovia del Tevere.

5. Porcari – Chiavari e Imperia – Novi Ligure: tra Liguria e Appennino

Giro 2026 — Tappe 11 e 12 | 20-21 maggio | 195 km e 175 km ★★★

Due tappe consecutive risalgono la Liguria in senso inverso rispetto alla Milano-Sanremo, attraversando alcuni dei territori più iconici del ciclismo italiano.

Il richiamo storico è alla Milano-Genova del 1924: oltre 300 chilometri tra Lomellina, Appennino ligure e Val Trebbia. Bartolomeo Aymo vinse in solitaria dopo avere attraversato il passo del Penice, Bobbio e il passo della Scoffera.

La Val Trebbia conserva ancora oggi un fascino intatto: strade strette, ponti medievali e lunghi tratti immersi nel verde. Bobbio, con il Ponte Gobbo e il centro storico, resta una delle tappe più amate dai cicloturisti.

Ad Alessandria merita una visita il Museo AcdB – Alessandria città delle Biciclette, dedicato alla storia del ciclismo italiano e ai grandi campioni piemontesi.

Itinerario consigliato

Da Milano a Genova in tre tappe con soste a Casale Monferrato e Bobbio. Salita principale: passo del Penice (1.149 m), 15 km da Varzi con pendenza media del 4,9%.

6. Aosta – Pila: il Giro del Monte Bianco in miniatura

Giro 2026 — Tappa 14 | 23 maggio | 133 km ★★★★

Tappa breve ma molto impegnativa: da Aosta si affrontano Saint-Barthélémy, Lin Noi, Verrogne e infine Pila.

Il pensiero corre alla Aosta-Courmayeur del 1959, una delle giornate simbolo del Giro. Quasi 300 chilometri e cinque valichi alpini attorno al Monte Bianco, con Charly Gaul protagonista assoluto sulle grandi salite di confine.

La Valle d’Aosta offre ancora oggi alcuni degli itinerari alpini più spettacolari d’Europa: il Gran San Bernardo, il Piccolo San Bernardo e i passi verso la Francia e la Svizzera permettono di costruire viaggi cicloturistici di più giorni tra ghiacciai, vigneti e villaggi di montagna.

Itinerario consigliato

Da Aosta a Courmayeur in tre tappe con pernottamenti a Martigny e Albertville. Cinque valichi alpini oltre i 1.000 metri, con passaggio in Svizzera e Francia.

7. Bellinzona – Carì: la Svizzera dei grandi passi

Giro 2026 — Tappa 16 | 26 maggio | 113 km ★★★★

Per la prima volta nella sua storia il Giro propone una tappa interamente ticinese: da Bellinzona a Carì, con arrivo in salita a 1.664 metri.

Le Alpi svizzere fanno parte della tradizione del Giro fin dagli anni Sessanta. Nel 1965 la Saas Fee-Madesimo attraversò Furka, San Gottardo, San Bernardino e Spluga in condizioni meteorologiche proibitive.

Il passo della Furka è oggi una delle salite simbolo del ciclismo alpino, famosa anche per alcune scene del film Goldfinger della saga di James Bond.

Itinerario consigliato

Da Saas Fee a Madesimo in tre tappe con soste a Hospental e Bellinzona. Da non perdere la storica Tremola del San Gottardo: basoli in porfido, tornanti stretti e panorama d’alta quota.

8. Feltre – Alleghe: Dolomiti, il cuore del Giro

Giro 2026 — Tappa 19 | 29 maggio | 151 km ★★★★★ (Cima Coppi: Passo Giau, 2.233 m)

È la tappa più attesa del Giro 2026. Sei Gran Premi della Montagna, il passo Giau come Cima Coppi e arrivo sulle rive del lago di Alleghe.

Le Dolomiti rappresentano da sempre il cuore simbolico della Corsa Rosa. Qui Fausto Coppi costruì alcune delle sue imprese più celebri, mentre giornalisti come Indro Montanelli e Alfonso Gatto trasformarono le cronache sportive in letteratura di viaggio.

Oggi gran parte di questi percorsi può essere affrontata su ciclovie e strade panoramiche a basso traffico, tra Veneto e Trentino.

Itinerario consigliato

Da Pieve di Cadore a Trento in tre tappe con soste ad Arabba e Cavalese. Passi principali: Falzarego (2.105 m) e Pordoi (2.239 m). Lunga discesa finale lungo la ciclabile della Val di Fassa e della Val di Fiemme.

9. Gemona del Friuli – Piancavallo: verso lo Zoncolan

Giro 2026 — Tappa 20 | 30 maggio | 200 km ★★★★★

La penultima tappa attraversa il Friuli montano e le Prealpi Carniche fino a Piancavallo. Poco distante si trova il Monte Zoncolan, la salita che più di ogni altra ha ridefinito l’idea moderna di “montagna impossibile”.

Lo Zoncolan entrò nella leggenda del Giro nel 2003, quando Gilberto Simoni vinse la prima tappa arrivata sulla sua vetta. Da allora è diventato un luogo di pellegrinaggio per gli appassionati di ciclismo.

Il versante di Ovaro resta uno dei più duri d’Europa: dieci chilometri con pendenze che raggiungono il 27%.

Itinerario consigliato

Da San Donà di Piave al Monte Zoncolan in due tappe con pernottamento a Venzone. Salita finale consigliata da Sutrio: 13,5 km al 8,9% di pendenza media.

10. Roma: il traguardo che appartiene alla storia

Giro 2026 — Tappa 21 | 31 maggio | passerella finale ai Fori Imperiali

Per il quarto anno consecutivo il Giro si conclude a Roma. La capitale compare nella storia della corsa fin dalle prime edizioni: già nel 1914 la Lucca-Roma terminava all’alba sul Viale di Tor di Quinto.

Oggi la Ciclovia del Tevere rappresenta uno dei modi più suggestivi per raggiungere la città in bicicletta. Si entra a Roma costeggiando il fiume, passando sotto Castel Sant’Angelo e accanto ai Fori Imperiali, dove il Giro concluderà la propria passerella finale.

Orio Vergani scrisse nel 1927: “L’Italia è passata sotto le centinaia di ruote leggere”. Una definizione che continua a raccontare perfettamente il rapporto tra il Giro e il paesaggio italiano.

Itinerario consigliato

Ultimo tratto della Via Francigena da Monterosi a Roma: 60 chilometri attraverso il Parco della Valle del Treja, Formello e la Ciclovia del Tevere fino al centro storico.

Sognare in grande, con il Giro dei Giri

Per orientarsi tra salite storiche, strade secondarie e grandi itinerari cicloturistici, il Touring Club Italiano ha pubblicato Il Giro dei Giri. Ieri e oggi sulle strade del Giro d’Italia (TCI, 2020), di Gino Cervi e Albano Marcarini. Il volume racconta ventuno tappe storiche del Giro e ne propone la versione cicloturistica aggiornata, con cartografie, altimetrie e consigli pratici. Il Giro passa. Le strade restano.