Vermiglio si racconta e il cinema diventa il ponte tra memoria e presente. Il film di Maura Delpero, acclamato e premiato con il Leone d’Argento a Venezia 2024, rivive oggi tra le pieghe di un paesaggio che non è solo scenario, ma protagonista assoluto. Nel comune posto all’estremità nordoccidentale del Trentino, al confine con la Lombardia, una nuova narrazione si aggiunge a un territorio già densissimo di storia e suggestioni.

Tra i luoghi della Grande Guerra

Ai piedi della maestosa Presanella, la vetta simbolo di Vermiglio che svetta fino a 3558 metri, la Storia con la "S" maiuscola è passata con la furia distruttrice della Grande Guerra.

Qui, il paesaggio conserva i segni indelebili del conflitto d'alta quota. Una tappa imprescindibile è il Forte Strino, antica sentinella austroungarica che dominava la strada del Tonale.

La minuscola frazione di Poia, sotto la neve / foto Iva Callegari

Il museo della Guerra Bianca

Oggi, le sue mura in pietra non risuonano più di ordini militari, ma ospitano mostre d'arte ed esposizioni storiche che invitano alla riflessione.

Poco lontano, il Museo della Guerra Bianca offre un viaggio toccante tra cimeli, divise e testimonianze dirette, restituendo con cruda onestà la durezza della vita quotidiana dei soldati tra i ghiacci e le trincee.

Laghetti

Dai luoghi più intimi ai panorami maestosi

Il legame con la pellicola della Delpero, ambientata durante il secondo conflitto mondiale, si fa ancora più intimo addentrandosi nel centro storico della frazione di Cortina. Qui il tempo sembra essersi fermato, permettendo al visitatore di toccare con mano l'economia rurale descritta nel film.

Il Mulino di Cortina è un gioiello di ingegneria popolare, testimone silenzioso della sapienza idraulica e dell'importanza del pane in una comunità di montagna.

A breve distanza si trova la Bottega del Fantino, storico luogo di aggregazione che rievoca i mestieri di una volta e quell'atmosfera di solidarietà paesana che permea ogni fotogramma dell'opera cinematografica.

La Piazza di Vermiglio / foto Alberto Mosca

La cultura d'alta quota e una straordinaria natura

L’approccio turistico odierno si lega a una fruizione diretta e profonda delle suggestioni locali. Non si tratta solo di guardare, ma di sentire. Il percorso dedicato al film prevede soste panoramiche strategicamente posizionate nei luoghi simbolo delle riprese: veri e propri "quadri" naturali capaci di rievocare la natura selvaggia nel suo mutare stagionale.

Per i più piccoli, e per chi vuole riscoprire la meraviglia, una serie di installazioni ludiche ridanno vita ai giochi semplici di allora, permettendo di immergersi fisicamente nel paesaggio rurale.

Laghetti di San Leonardo / foto Lorena Stablum

Dalla quiete rigenerante dei laghetti di San Leonardo, perfetti per una sosta contemplativa, fino ai 3000 metri del Ghiacciaio Presena, raggiungibile per ammirare l'immensità delle vette, Vermiglio offre un ventaglio di esperienze unico.

È un viaggio che intreccia la cultura d'alta quota con una natura straordinaria, dove il commercio, il contrabbando storico e la vita di confine hanno plasmato un carattere fiero e accogliente.

Veduta su Vermiglio / foto Mauro Mariotti

Suoni, colori e tradizioni che oggi, grazie alla lente d'ingrandimento del cinema d'autore, scrivono un nuovo, emozionante capitolo di valorizzazione territoriale.

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