Il tema della sostenibilità relativamente ai voli aerei è sempre spinoso. Secondo recenti stime, il settore dell'aviazione produce il 2,5% circa delle emissioni di CO2 globali, di cui l'81% proviene dai voli civili (cioè quelli dei passeggeri). È possibile diminuire queste emissioni e in generale rendere un volo aereo più sostenibile in termini ambientali ed energetici? Per capire come una grande compagnia approccia l’argomento in un mondo sempre più attento a questi argomenti, abbiamo parlato con Antonella Cataldi, country manager per l’Italia di Etihad Airways, la compagnia aerea di bandiera degli Emirati Arabi Uniti, istituita nel 2003 e con sede ad Abu Dhabi. 
Antonella, qual è la roadmap di Etihad Airways per quanto riguarda la sostenibilità dei voli? Quali obiettivi vi siete preposti?
La nostra roadmap ha molti obiettivi. Abbiamo investito innanzitutto molto sul biocarburante (ovvero carburante rinnovabile generato da biomasse, come stoppie di grano, barbabietole da zucchero, ndr), utilizzandolo per la prima volta nel 2012 e diventando partner del progetto BIOjet nel 2014 (un’iniziativa per sviluppare una catena di rifornimento a biocarburante per tutta l’aviazione di Abu Dhabi). Nel 2020 siamo arrivati a una percentuale del 30% di biocarburante su un particolare volo, all’interno del programma Greenliner. In termini di emissioni, ci siamo preposti di ridurre del 50% le nostre emissioni del 2019 entro il 2035; e di arrivare allo zero nel 2050. Un obiettivo ambizioso, ma stiamo lavorando tenacemente per riuscirci.
In che cosa consiste il programma Greenliner?
In partnership con Boeing, stiamo sperimentando voli innovativi che abbiano un impatto significativamente ridotto sull’ambiente. Lo facciamo testando nuove tecnologie verdi, carburanti alternativi (i cosiddetti SAF), prodotti di volo eco-friendly. Anche aspetti come riduzione del rumore ed efficienza delle rotte aeree sono testati. In generale, il programma comporta 4 fasi: l’efficientamento delle operazioni, sia a terra sia in volo, per ridurre consumo di carburante e quindi le emissioni; l’investimento della compagnia in programmi di “carbon offset”, compensando le emissioni aeree in progetti diversi; lo studio e la ricerca di carburanti alternativi; l’innovazione in nuovi velivoli più sostenibili. L’approccio è il più possibile olistico: siamo ben consci che la sostenibilità passa attraverso molte strade. Per esempio, abbiamo lavorato molto sull’utilizzo della plastica all’interno dei nostri voli. Nel 2019 abbiamo rimosso 41 prodotti usa e getta di plastica presenti sui nostri aerei, “risparmiando” 17 tonnellate di plastica; nel 2022 siamo arrivati all’80% di riduzione di questi prodotti su tutti i nostri aerei. 
 
All’interno di Greenliner, nel 2021 avete annunciato di aver operato il volo più sostenibile di sempre. In che senso?
Il volo da Londra Heathrow ad Abu Dhabi, operato il 23 ottobre 2021, è stato il nostro volo più sostenibile di sempre: abbiamo ridotto le emissioni di carbonio (CO2) del 72% in termini assoluti rispetto all’equivalente volo operato nel 2019. L’impegno è avvenuto in tutte le fasi del volo: la preparazione, la pianificazione della rotta, il volo e l’atterraggio. In particolare, è stato il primo volo commerciale a lavorare sulle scie di condensa: la rotta di volo è stata modificata per evitare potenziali aree di regioni ghiacciate sovrasature nell’atmosfera in cui è probabile che si formino scie di condensazione dannose. Altri aspetti riguardavano per esempio le stoviglie, che sono state restituite al produttore, ridotte alla materia prima e rilavorate; oppure le bottiglie d’acqua ecologiche a base vegetale e le borse realizzate con materiali aeronautici riciclati. Anche a terra, abbiamo utilizzato autobus elettrici o biodiesel.

Citavi un approccio olistico: su quali altri fronti della sostenibilità è impegnata la compagnia?
Sono molti: tolleranza zero verso traffico umano e schiavitù moderna; efficientamento del consumo delle acque e della carta; edifici sostenibili e certificati per i nostri equipaggi e il nostro personale a terra; prevenzione del commercio illegale di specie protette. A questo proposito, abbiamo una policy interna ben precisa sul benessere animale e sulla conservazione: lavoriamo con le autorità per prevenire il bracconaggio animale, studiamo azioni per incoraggiare il turismo responsabile, promuoviamo campagne per l’educazione su questi argomenti. In particolare, proponiamo ai nostri ospiti di compensare le emissioni emesse dai loro voli già al momento dell’acquisto del biglietto sul nostro sito: grazie a una partnership con Carbonclick, si calcola la propria impronta e si può dare un piccolo contributo per piantare nuovi alberi. Supportiamo anche il progetto Makame Savannah di Carbon Tanzania, che promuove una migliore gestione delle risorse locali e naturali nell'estensione meridionale dell'ecosistema Tarangire-Manyara: si tratta del più grande progetto di conservazione comunitaria dell'Africa subsahariana. Vorrei citare infine il programma CCC Corporate Conscious Choices, che coinvolge le aziende con cui abbiamo un contratto che include sconti sulle tariffe e che permette loro di ridurre il proprio impatto e di raggiungere i propri obiettivi di sostenibilit.  

Ci sono programmi anche per la conservazione dell’ambiente degli Emirati Arabi Uniti?
Abbiamo recentemente lanciato il progetto Etihad Mangrove Forest per supportare la conservazione delle mangrovie negli Emirati: vorremmo stabilire una foresta di mangrovie ad Abu Dhabi piantando 182mila piante. Le mangrovie hanno una grande importanza per la biodiversità, per l’azione contro l’erosione costiera e anche per l’assorbimento di anidride carbonica.

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