Il 18 febbraio Firenze ricorda Anna Maria Luisa de’ Medici, principessa elettrice del Palatinato, ultima discendente della dinastia granducale. Nata nel 1667 era l’unica figlia femmina del Granduca Cosimo III e della principessa Margherita Luisa d’Orléans, divenne nel 1690 la seconda moglie di Giovanni Carlo Guglielmo I, Principe elettore del Palatinato. Era il 1743 quando si spense. Ma la sua eredità è più viva che mai.
Fu lei a firmare il celebre Patto di Famiglia. Un atto politico lungimirante che vincolò allo Stato le collezioni medicee, impedendone la dispersione. Una decisione storica. Quadri, statue, biblioteche, gioielli: tutto doveva restare a Firenze, “per ornamento dello Stato, per utilità del pubblico e per attirare la curiosità dei forestieri”.
Per l’occasione il Comune apre gratuitamente le porte dei Musei Civici Fiorentini. Un invito a cittadini e visitatori a riscoprire l’eredità lasciata dall’Elettrice Palatina.

Un incontro dal vivo a Palazzo Vecchio
Il cuore delle celebrazioni sarà Palazzo Vecchio. Qui, alle ore 11, 12, 15, 16 e 17 il pubblico potrà dialogare con l’Elettrice in un’esperienza di living history coinvolgente e suggestiva.
Ad interpretare l’Elettrice Palatina sarà l’attrice Giaele Monaci, con introduzione storica a cura di Andrea Verga. Un viaggio nel Settecento fiorentino. Un racconto emozionante con la donna che ha garantito alla città un patrimonio unico al mondo.
L’iniziativa è rivolta a giovani e adulti. Durata: un’ora. Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni: 055-0541450 info@musefirenze.it

Musei civici aperti gratuitamente
Per l’intera giornata è previsto anche l’ingresso libero nei Musei civici fiorentini:
- Museo di Palazzo Vecchio (ore 9-19)
- Torre di Arnolfo (ore 9-17)
- Museo Novecento (ore 11-20)
- Basilica di Santa Maria Novella (ore 9-17.30)
- Cappella Brancacci (ore 10-17)
- MAD Murate Art District (ore 14.30-19.30)
Un’occasione perfetta per visitare Firenze e comprendere perché il suo straordinario patrimonio sia arrivato intatto fino a noi. Merito di una donna che ha trasformato un patrimonio dinastico in un bene pubblico destinato al mondo. E di una scelta che ha cambiato la storia della città.