Dopo aver contribuito a finanziare il restauro del monastero di Norcia, riaperto dopo 183 anni e più di recente alla riapertura del teatro e della cattedrale della stessa cittadina, l’imprenditore del tessile, il “re del cachemire”, ma anche generoso mecenate Brunello Cucinelli  ha rivolto la sua attenzione alla vallata di Castelluccio nota per la spettacolare infiorata multicolore primaverile, per la produzione di un’eccellente varietà di lenticchie e per il minuscolo paesello arroccato su un’altura nel Parco nazionale dei monti Sibillini.
Castelluccio appunto che da borgo più unico che raro è diventato quasi un rudere abbandonato dopo il terremoto devastante del 30 ottobre del 2016. Grande sostenitore della sua regione, terra di spiritualità, di silenzio, di ristoro dell’anima, quasi un luogo sacro, Cucinelli ha deciso di tentare di rivitalizzare Castelluccio.
E il 27 giugno, alla Triennale di Milano, circondato dal presidente dell’ente, l’architetto Stefano Boeri (che ha sottolineato che sono quasi 5 mila i piccoli borghi italiani abbandonati o semi abbandonati) e supportato dal cardinale emerito Gualtiero Bassetti, 57 anni di sacerdozio alle spalle, arcivescovo emerito di Perugia che ha sottolineato che quella del terremoto è stata per fortuna una disgrazia, ma non una tragedia (non ci furono morti) l’imprenditore filosofo ha lanciato il suo nuovo visionario progetto: restaurare, attraverso la Fondazione Brunello e Federica Cucinelli, la piazza e la chiesa, i due elementi costitutivi essenziali della comunità di un luogo, come volano per la futura rinascita e ricostruzione dell’intero paese da realizzare da parte dei proprietari e con il contributo degli enti pubblici.
«E come segno di fratellanza e testimonianza di un amore speciale che mi lega non solo a Solomeo ma a tutte le città, i borghi, le periferie, le campagne e i monti della nostra madre terra umbra che porto amabilmente la mia idea per Castelluccio come un dono.  Proviamo tutti insieme a ricostruire Castelluccio, con essa ricostruiremo una pare importante della nostra storia» ha scritto Cucinelli nell’elegante catalogo che illustra il progetto”.
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