L’immaginario da cartolina ha banalizzato e infantilizzato la montagna e creato uno stile alpino stereotipato. Eppure molto si muove in quota e sta emergendo un nuovo racconto che va ben oltre mele, mucche e gerani ai balconi

La iconografia della montagna si è così riempita via via di oggetti, simboli, accessori, decori, arredi, souvenir capaci di simulare lo... “stile alpino”. Sedie in legno con un cuore scavato nello schienale, cuscini in lana cotta, gnomi e altre creature leggendarie, margherite e stelle alpine, corna di cervo… questo e molto altro concorre alla costruzione di un cliché (sempre più kitsch e sempre meno autentico) da molti considerato imprescindibile per vivere a pieno l’esperienza montana. Ma è davvero ancora così?

Tra uno slalom e un salto, discese mozzafiato di uomini proiettile in tuta da galleria del vento prendiamo fiato, facciamo depositare l'adrenalina e in una pausa da apres-ski guardiamo la montagna da un altro interessante punto di vista, quello che ci offre il sesto numero di MAPPE, intitolato Montagna - La vita in alto.

MAPPE è un libro con la scansione di una rivista e una rivista con l’eleganza di un libro. Un tema diverso ogni numero, un numero ogni tre mesi, diversi generi e linguaggi che si alternano.

Il sesto numero di MAPPE, intitolato Montagna - La vita in alto, è in vendita a 19,50 euro.

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