<div>Grande poco più di 10 km quadrati, Montecristo è <strong>una delle sette isole dell’Arcipelago Toscano</strong> di cui l’Elba è la principale. Conosciuta dai greci come Oglasa, è divenuta poi Monte Giove in epoca romana e ha assunto il nome di <strong>Monte Christi</strong> in epoca medievale per via dei monaci che abitavano l’isola. </div>. Nel 1899 l'isola divenne riserva di caccia esclusiva di Vittorio Emanuele III di Savoia, e tale è rimasta fino all'istituzione della <strong>Riserva Naturale statale, nel 1971.</strong></div>
<div>L’Isola di Montecristo riapre le sue porte <strong>dal 21 marzo, </strong>quando ripartono i collegamenti via mare e <strong>le visite guidate organizzate dall’Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano con il supporto del Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica. </strong></div>
<figure><img alt="" class="image-tutta_colonna geo-image" height="467" src="https://admin-turistico.touringclub.it/files/images/styles/tutta_colonna/public/immagini_georiferite/cr.ridi1657mc.jpg?itok=WvEcLbHO" width="700"></figure><div></div>
<div>Quella che Montecristo propone non è una semplice gita turistica: si tratta invece di <strong>un’esperienza esclusiva e immersiva.</strong> Infatti sono 1.725 le persone che nel 2025 potranno attraccare in questo santuario della natura, inserita sia del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, sia della Riserva della Biosfera “Isole di Toscana” nell’ambito del Programma MAB dell’Unesco, nonché nel Santuario Internazionale dei Mammiferi Marini Pelagos.</div><div>Un luogo<strong> tanto straordinario quanto fragile</strong> dal punto di vista ambientale</div>

<div>Le escursioni giornaliere sono consentite a <strong>massimo 75 persone </strong>per garantire il mantenimento della biodiversità dell’isola e solo in presenza di Guida autorizzata. Una volta giunti sull’isola, il punto di partenza e di fine della visita è<strong> la Casa dei pescatori, </strong>divenuta il centro informazioni. Da qui si snodano i tre sentieri, gli unici sull’isola, di durata e difficoltà variabili (da due a quattro ore, da facile a impegnativo). Durante la permanenza su Montecristo non è permesso pescare, fare il bagno o pernottare.</div><div> </div>
<div>Le visite si tengono dal 21 marzo a fine settembre con <strong>partenze da Piombino (Li) </strong>e scalo a Porto Azzurro (Isola d’Elba) secondo un calendario stabilito di 23 date. <strong>Le prenotazioni sono aperte dal 9 febbraio.</strong></div><div>Il costo dell’escursione è di 140 euro a persona e comprende il trasporto marittimo a/r, biglietto di accesso area protetta e il servizio Guida Parco; l’età minima dei partecipanti è 12 anni; non è consentito portare animali. </div><div>Per info e prenotazioni: <a href="http://parcoarcipelago.info/montecristo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>parcoarcipelago.info/montecristo/</strong></a></div></div>

Anche per il 2026 è possibile partecipare a una escursione speciale che consente di raggiungere il Monte della Fortezza, la vetta dell’isola, a quota 645 metri, prevista in due date: sabato 11 aprile e domenica 6 settembre. I posti disponibili sono solo 12 e il prezzo a persona è di 180 euro. Nelle stesse giornate la permanenza sull’isola sarà prolungata di un’ora.

Nelle cinque ore di visita concesse ai turisti, si possono visitare il museo naturalistico, l’orto botanico, l’infopoint presso il “casotto dei pescatori” - e soprattutto la villa Reale, costruita nel 1852 dall’inglese George Watson Taylor, che acquistò l’isola per 50.000 lire; circa 20 anni dopo il nuovo Stato unitario ricomprò tutto a 100 mila lire per affidare l’isola, dopo qualche anno, al marchese Carlo Ginori Lisci che la trasformò in riserva di caccia per aristocratici fino a quando Vittorio Emanuele III se ne innamorò e la volle tutta per sé.
Lungo i sentieri, sguardi cornuti seguono i passi umani: sono le capre di Montecristo, l’unica popolazione ircina che vive allo stato selvatico in Italia, importata forse da naviganti, forse dai monaci nel Medioevo. «E’ la specie bandiera di Montecristo – ci spiega il colonnello Giovanni Quilghini che dirige il Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica – perché contribuì con la sua preziosa presenza a motivare nel 1971 l’istituzione della Riserva naturale statale, salvando l’isola da una speculazione edilizia che avrebbe omologato e appiattito il territorio con resort e bungalow a cinque stelle per pochi turisti facoltosi».

I trecento voraci abitanti dell’isola, dagli occhi color granito come le rocce, rappresentano un valore scientifico e culturale da una parte ma una criticità per la flora dall’altra. Molto del lavoro di gestione dei carabinieri, infatti, è la continua ricerca di un equilibrio fra le specie, preservando le piante a rischio, come il ginepro, il corbezzolo, il leccio, con la raccolta di semi da far germinare in recinzioni anti-capra e in seguito ripiantarle all’esterno, conservando il loro patrimonio genetico.
Tra i profili delle rocce, oltre agli sguardi di San Mamiliano e delle capre forse si nasconde quello di Dumas, che venne a conoscenza del tesoro dei monaci mettendolo in seguito al centro del suo libro. Ma sull’isola lo scrittore non mise mai piede.

«Nel 1842 – racconta Tatiana Signini, guida ambientale del Parco - dopo aver girato l’Elba in compagnia del nipote di Napoleone Bonaparte, Dumas si diresse a Pianosa alla ricerca di conigli e pernici, poi sentì parlare di capre selvatiche nella vicina Montecristo e quindi partì alla volta dell’isola, ma a pochi km dalla riva un marinaio gli disse che se fosse sbarcato su quella terra disabitata avrebbe poi dovuto trascorrere, una volta rientrato in terraferma, un periodo di quarantena. Dumas allora desistette, limitandosi a circumnavigarla”.
Dai suoi appunti nacque due anni dopo il celebre romanzo, scritto in collaborazione con Auguste Maquet, che uscì a puntate dal 1844. Sono 117 brevi capitoli di cui solo due dedicati all’isola, ma la storia del tesoro, che il protagonista, il marinaio marsigliese Edmond Dantés, riuscì a trovare a Montecristo, aleggia in tutto il libro.

All’epica avventura sono stati dedicati decine di film, il primo nel 1908, l’ultimo nel 2024, girato in prevalenza a Malta e diretto da Matthieu Delaporte, con Pierfrancesco Favino, oltre che una serie televisiva, sempre del 2024, diretta da Bille August.

Per scoprire tutti i segreti di Montecristo e delle altre isole dell’arcipelago toscano, dall’Elba al Giglio a Capraia, conoscere le spiagge più belle e gli tiinerari di trekking e di cicloturismo, ideale la guida TCI Elba e arcipelago toscano della collana Territori.

