Distrutta dal terremoto nel 1968 la Gibellina è stata ricostruita ex novo a 18 km di distanza chiedendo una mano, gratuitamente, ai più affermati artisti e architetti italiani come Mimmo Paladino, Pietro Consagra, Mario Schifano, Vittorio Gregotti,  Piero Dorazio, Mimmo Rotella, Renato Guttuso, Carla Accardi,  Alessandro Mendini,  Arnaldo Pomodoro…

Quest’anno la nuova città ideale trasformata in un vero e proprio museo-galleria all’aria aperta ha avuto l’onore di essere nominata Capitale italiana dell’Arte Contemporanea. un riconoscimento promosso dal Ministero della cultura che celebra la città siciliana, simbolo di rinascita.

Il sogno che è stato trasformato in una realtà unica al mondo fu di Ludovico Corrao, grande avvocato, sindaco di Gibellina e a lungo senatore della Repubblica che in nome della bellezza disseminò strade e piazze, teatri, sede comunale e musei migliaia di opere, sculture, installazioni, ispirandosi al modello delle città giardino inglesi.

Gibellina, Baglio di Stefano, la "Montagna di sale" di Mimmo Paladino / Shutterstock

Non contento, riuscì a convincere l’artista umbro Alberto Burri a ricoprire e macerie della vecchia Gibellina con il suo celeberrimo Cretto. Un muro di cemento bianco alto un metro e 60 centimetri, che lasciando il preesistente reticolo di strade si è affermato come una delle opera di land art più vasta al mondo (86 mila metri quadrati). Il Cretto, dopo le contestazioni iniziali di molti abitanti che lo apostrofavano come “un pugno nell’occhio” è diventato invece una icona dell’arte contemporanea.

Alberto Burri, Cretto di Gibellina / Shutterstock

Gibellina Nuova, un gioiello da 5100 opere, per 3639 abitanti

Parliamo di un totale di 5100 opere per 3639 abitanti. Un record da Guinness dei primati che fu anche criticato per essere stato calato dall’alto in un contesto fondamentalmente contadino. Una mega operazione che non riuscì a frenare lo spopolamento e l’emigrazione soprattutto dei giovani. Anche perché contemporaneamente non sono stati istituiti servizi di trasporto pubblico adeguati e ancora oggi a Gibellina nuova non ci sono scuole superiori e gli studenti devono recarsi a Palermo.

Il recente riconoscimento di Capitale dell’Arte contemporanea 2026 ha finalmente messo Gibellina nell’agenda di tanti visitatori che accanto alle due vicine aree archeologiche di Selinunte e di Segesta possono, con una piccola deviazione, ammirare questo gioiello artistico e architettonico. E infatti sono spuntate numerose strutture di accoglienza e ospitalità, bed and breakfast e ristoranti.

A dare una mano al successo dell’operazione che ha coinvolto in una sinergia virtuosa istituzioni pubbliche e imprenditori privati ha contribuito la Fondazione Orestiadi, creata a suo tempo dallo stesso Corrao (che da 44 anni organizza ogni estate un importante festival di teatro classico ispirato all’Orestea di Eschilo, oltre che eventi di musica, pittura scultura e cinema) e le cantine Ermes, la più grande cooperativa vinicola italiana fondata e presieduta da Rosario De Maria.

Ludovico Quaroni, Chiesa Madre, Gibellina / Shutterstock