
A riportare d’attualità il tema del passaporto è un provvedimento inglese, ultimo effetto della Brexit. Già dal 2021 per un semplice weekend a Londra, ma anche per un banale scalo intermedio a Heathrow, era indispensabile il passaporto. Ma dal 2 aprile è entrato in vigore un ulteriore requisito di viaggio per l’accesso al Regno Unito: l’ETA Electronic Travel Authorisation. Non si tratta di un visto vero e proprio, per ora costa 10 euro (ma salirà a 16 euro già dal 9 aprile) e di fatto è un’autorizzazione (elettronica) a viaggiare verso il Regno Unito riservata agli stranieri non residenti, esentati dall’obbligo di visto per soggiorni brevi di non oltre sei mesi.
L’ ETA Electronic Travel Authorisation consente viaggi multipli per soggiorni fino ad un massimo di sei mesi alla volta, nell’arco di due anni o fino alla scadenza del passaporto del titolare, a seconda di quale di questi eventi si verifichi prima. Va richiesta esclusivamente tramite l’app ETA UK o sul sito gov.uk/guidance/apply-for-an-electronic-travel-authorisation-eta; è associata digitalmente al passaporto del viaggiatore e il riscontro alla richiesta è in genere fornito nel giro di pochi minuti, entro tre giorni lavorativi nei casi più estremi.

SI tratta di una sorta di gemello dell’Esta americano. Per recarsi negli USA, infatti, dal 2016 è necessario l’ESTA (Electronic System for Travel Authorization) che consente di entrare negli stati Uniti senza un visto. Per poter far uso dell’ESTA bisogna essere essere cittadini di uno dei 42 paesi, tra cui appunto l’Italia, partecipanti al Programma di Esenzione del Visto (Visa Waiver Program, VWP) del Dipartimento di Stato.
L’ESTA (Electronic System for Travel Authorization) va richiesto esclusivamente sul sito ufficiale dedicato dell’US Customs and Border Protection che è disponibile anche in italiano: esta.cbp.dhs.gov. Il costo dell’ESTA è di 21 dollari, da pagare con carta di credito; la domanda va presentata online almeno 72 ore prima dell’inizio del viaggio e l’autorizzazione, in generale rilasciata nel giro di un’ora, è valida per due anni (o fino alla scadenza del passaporto) per soggiorni di turismo o affari non superiori a 90 giorni. L’ottenimento dell’ESTA, peraltro, non esenta il visitatore dai controlli dell’immigrazione al momento dell’ingresso negli Stati Uniti, con tutti i risvolti del caso sia nei riguardi di dichiarazioni mendaci sia della verifica di comportamenti sospetti (viaggi in Paesi a rischio, opinioni espresse sui social).


L’esempio degli Stati Uniti con il sistema ESTA, oltre che dal Regno Unito con l’ETA, è già stato seguito da altri Paesi come il Canada (eTA Canada), l’Australia (eVisitor Australia) e lo Sri Lanka (ETA Sri Lanka). Questa prassi, fatta eccezione per lo Sri Lanka Paese per il quale era già obbligatorio il visto, non ha visto per ora reciprocità da parte dell’Italia: i cittadini di tutti questi Paesi possono entrare con il semplice passaporto, senza visto; tutti i dettagli su vistoperitalia.esteri.it.
Per il resto molti viaggiatori italiani che si recano all’estero hanno abbandonato il passaporto da tempo. Lo spazio Schengen consente infatti di raggiungere con la semplice carta d’identità sia tutti e 26 gli altri Paesi dell’Unione Europea, sia Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera che sono comunque aggregati al sistema Schengen, senza dimenticare tutti gli Stati dei Balcani (Serbia, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord, Albania), Moldova, Egitto, Turchia che hanno siglato accordi con l'Italia per ingresso solo con la carta d'identità (a volte solo nel formato elettronico).

Un’opportunità particolarmente gradita (verificabile sul portale www.viaggiaresicuri.it) nell’ultimo anno, quando i tempi di rilascio dei passaporti avevano fatto registrare attese da record. Nei mesi più recenti la situazione – al netto dei rassicuranti annunci ufficiali – è migliorata: secondo Altroconsumo, in grandi città come Milano e Torino l’attesa per l’appuntamento di avvio procedura (da richiedere su passaportonline.poliziadistato.it) è di due-tre mesi, meno di due mesi a Napoli, Genova e Trento, spesso inferiore a una settimana negli altri capoluoghi.
Ad alleggerire la situazione, sono arrivate due recenti novità: l’”agenda prioritaria” per chi ha urgenza di partire entro 30 giorni per motivi documentati di salute, studio, lavoro e turismo e la possibilità di fare il passaporto in ufficio postale, già attiva a Bologna, Cagliari, Verona e Roma grazie a un accordo tra Poste Italiane e Ministero degli Interni. Servizio che dovrebbe essere esteso prossimamente ad altri 32 capoluoghi di provincia e a tutti i Comuni con meno di 15mila abitanti.
È stato inoltre abolito il passaporto collettivo, dinosauro burocratico riservato ai viaggi di gruppo, ed è stato cancellato il rinnovo. Alla scadenza (decennale) del passaporto va fatta richiesta di un nuovo documento.

Tutto questo nel periodo in cui si conferma che secondo il Global Passport Ranking 2025 (https://www.henleyglobal.com/passport-index/ranking) il passaporto italiano risulta essere il terzo dopo quelli di Singapore e Giappone nella classifica dei più “potenti” al mondo. Realizzata in base ai dati della IATA, International Air Transport Association (IATA), confrontando 199 diversi passaporti e 227 destinazioni nel mondo, il documento italiano, apre la porta di 189 Paesi, a pari merito con quelli di Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda e Spagna.