Un anniversario importante per Aquileia nel 2023. La città del Friuli Venezia Giulia è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1998, in quanto è stata una dellepiù grandi e più ricche città dell’Impero romano ed è potenzialmente una delle città, nell’area del Mediterraneo, che può essere riportata alla luce in tutta la sua estensione. E poi c’è il complesso della basilica patriarcale di Aquileia, che testimonia il ruolo decisivo di Aquileia nella diffusione del Cristianesimo in un’ampia area dell’Europa.

La Basilica di Aquileia - foto Baronchelli
 
Si celebrano dunque i venticinque anni dall’inserimento della città nella World Heritage List dell’Unesco. Le realtà da visitare non mancano: aree archeologiche, restauri, nuovi allestimenti museali e un complesso basilicale tra i più suggestivi al mondo, con una storia ininterrotta di 1700 anni.

Il Decumano di Aratria Galla ad Aquileia - foto Oleotto
 
Fondata nel 181 a.C. come avamposto militare e divenuta poi una delle più grandi città romane (la quarta per importanza in Italia dopo Roma, Milano e Capua, e la nona dell’impero), Aquileia fu il porto più settentrionale dell’Adriatico e quindi del Mediterraneo. In virtù di questa felicissima posizione, essa costituì il capolinea delle principali strade commerciali dirette verso l’Europa centrale e orientale, lungo le quali transitarono non solo le merci e gli eserciti, ma anche ricchi e variegati impulsi culturali e religiosi.
Il Sepolcreto di Aquileia - foto Oleotto

Subito dopo l’editto di Costantino, nel 313, Aquileia vide la creazione di un primo complesso basilicale, ancor oggi ben leggibile, da cui la religione cristiana si diffuse su un territorio vastissimo. Il potente vescovo di Aquileia, il Patriarca, fu dal 1077 al 1420 a capo anche di un principato, la Patria del Friuli, fino alla conquista da parte della Serenissima Repubblica di Venezia.

All’apice del suo splendore, nel IV secolo, la città raggiunse i 50.000 abitanti; oggi Aquileia ne conta 3.200 ed è la meta ideale per un viaggio alla scoperta dei suoi tesori, frutto di due secoli di scavi e scoperte, e per immergersi nella natura – tra terra e laguna - o per una pedalata in bicicletta alla scoperta delle sue eccellenze enogastronomiche.

La ciclovia Alpe Adria - foto Oleotto​

Punto di partenza imprescindibile per la visita è il Museo archeologico nazionale, completamente riallestito nel 2018, con le sue inestimabili collezioni di reperti trovati nel sottosuolo aquileiese – statue imperiali, raffinati mosaici, gemme, cammei, monete, ambra e vetri. Una sosta importante è al Museo paleocristiano di Monastero, con i suoi straordinari reperti epigrafici e i resti di un complesso ecclesiale della fine del IV secolo.

Il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia - foto Chemollo​
Una tappa imperdibile è poi il complesso della basilica patriarcale, meta di pellegrinaggio da sempre, con il mosaico paleocristiano più esteso dell’Occidente, le cripte degli scavi e degli affreschi, il battistero e la Südhalle. Non può mancare una passeggiata nelle aree archeologiche, tutte a ingresso gratuito – il porto fluviale, il foro romano, il decumano di Aratria Galla, il sepolcreto, l’area degli antichi mercati e le domus dirimpetto la basilica e inoltre la visita alla Domus e Palazzo episcopale, ricco palinsesto di mosaici di epoche diverse, e alla Domus di Tito Macro, che con i suoi 1500 metri quadrati dà la sensazione di passeggiare proprio all’interno di un’antica dimora romana.

La Sudhalle del complesso della Basilica di Aquileia - foto 
 
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