Non si ha mai tempo per "fare" tutto quello che bisognerebbe fare, in California. Con il risultato che si dorme le tre classiche notti a San Francisco e poi via, verso Yosemite e i parchi del West. Oppure via, verso Los Angeles e gli Studios e il magico mondo di Disney. E la costa, per esempio? La straordinaria costa tra San Francisco e Los Angeles? (...per non parlare di quella a nord di San Francisco). Concentriamoci per un attimo su quello che c'è da vedere tra le due grandi città. E parliamo delle meraviglie poco conosciute che si possono incontrare dedicando all'oceano un po' più di tempo: alle Channel Islands avevamo dedicato un articolo ad hoc, qui vogliamo condurvi alla scoperta di Monterey e dei suoi dintorni. Dove c'è molto di più di quanto potreste immaginare. 

1. MONTEREY E IL SUO ACQUARIO
Dunque, Monterey dista soltanto un paio d'ore da San Francisco, percorrendo la 101. Potreste fare tappa qui per qualche giorno: è una cittadina ideale soprattutto per la sua posizione (più che per la sua bellezza), ricca di edifici storici e dominata dagli stabilimenti dove si inscatolavano le sardine - di cui era la capitale mondiale. Qualcuno magari si ricorderà Cannery Row, il romanzo di John Steinbeck, che parla della vita intorno a questo vicolo (row) di Monterey, appunto, ai tempi della Grande Depressione. Oggi le sardine in scatola sono un ricordo, il vicolo trasformato in trappola per turisti, ma l'attrazione del resto è un'altra: uno degli acquari più belli del mondo, per dirla in parole semplici.

Ora, potremmo darvi cifre e numeri - i milioni di metri cubi d'acqua, le migliaia di animali, i milioni di visitatori - ma nulla renderà l'emozione di trovarsi di fronte alla vasca delle meduse, a quella del mare aperto, alla foresta di kelp. Merito del signor Packard (quello delle stampanti Hewlett-Packard, per intenderci), che lanciò il progetto nel 1981; e poi dei biologi marini che l'hanno plasmato nel tempo, con un'intelligenza comunicativa davvero encomiabile. Ci si passano ore, nell'acquario, a imparare perché la biodiversità di questo tratto di costa è così ricca. E nello stesso tempo si ha l'occasione di osservare, dalle terrazze esterne e dalle grandi vetrate, tanti animali che vivono la loro vita selvatica appena al di fuori delle vasche: leoni marini, cormorani, uccelli vari sono lì, a portata di macchina fotografica. Il prezzo del Monterey Bay Aquarium è un salasso, specie per una famiglia, ma secondo noi ne vale la pena - e quando si vedono i biologi all'opera mentre rieducano le lontre marine ferite, insegnando loro come sopravvivere quando saranno rilasciate in mare, beh, si pensa che siano soldi ben spesi.

Monterey Bay Aquarium - foto Stefano Brambilla

2. GLI IMMEDIATI DINTORNI DI MONTEREY
Appena oltre l'acquario inizia il quartiere di Pacific Grove. C'è tutto per respirare l'aria dell'oceano in un'atmosfera vittoriana: le ville, i prati verdi, gli scogli popolati dagli animali... una bella passeggiata da fare a piedi o in bicicletta (o anche in auto, se si ha fretta), percorrendo Ocean View Boulevard. Nei pressi si trova anche il Monarch Grove Butterfly Sanctuary, che dovete senz'altro visitare se capitate in zona tra novembre e febbraio: perché lo spettacolo delle farfalle monarca che arrivano da migliaia di chilometri di distanza per svernare qui, lungo la mite costa del Pacifico, non si dimentica facilmente. Da 10mila a 60mila farfalle arancioni che tutte insieme si assiepano sui pini e gli eucalipti tra Ridge Road e Lighthouse Avenue: beh, si rimane interdetti quando ce le si trova davanti.

Foca appena fuori dal Monterey Bay Aquarium - foto Stefano Brambilla

Proseguendo lungo la penisola di Pacific Grove (stiamo parlando di qualche manciata di chilometri, nessuna grande distanza), ecco la 17-mile Drive, una panoramicissima e pubblicizzatissima strada che serpeggia tra Pacific Grove, Monterey e Carmel. Ora, l'ideale sarebbe farla in bicicletta, se meteo, gambe e tempo a disposizione lo permettono - anche perché l'ingresso per le due ruote è gratuito, mentre per le auto si spendono 10 dollari. Altrimenti, se dovete scegliere, dirigetevi verso il punto 5. Non mancano animali, cipressi scenografici isolati sulle scogliere, isole popolate da pellicani e cormorani, ma l'affollamento di veicoli spesso è ingiustificato e i panorami meno grandiosi di altrove.

Pebble Beach, lungo la 17-Mile Drive - foto Getty Images

3. IL WHALEWATCHING DA MONTEREY
L'applauso viene spontaneo. Sua maestà la megattera ci ha appena regalato una di quelle scene da documentario che rimarrà sempre impressa nella memoria di tutti: è saltata fuori dall'acqua, ha fatto un breaching, come si chiama in gergo il movimento per cui i cetacei si lanciano in aria con la testa in avanti ricadendo in acqua con un tuffo fragoroso. Esplosione di potenza, turbinio di spruzzi, mani scroscianti di tutti noi turisti emozionati e in visibilio sulla barca che ci ha portato a fare whalewatching, ovvero a osservare le balene, nella baia di Monterey. "Tutto merito del canyon sottomarino che si spinge fin verso la costa" spiega Josh, biologo marino che commenta gli avvistamenti "senza questa enorme faglia che porta nutrienti profondi dal mare aperto, e senza la corrente fredda che poi li conduce in superficie, qui non potrebbe mai essere così ricco di balene e delfini". Siamo a poca distanza dalla costa, eppure sotto di noi si potrebbe scendere fino a 4000 metri di profondità. Di che far girar la testa. 

I cetacei sfruttano in ogni mese dell'anno il banchetto di plancton portato dal canyon: le megattere e le balenottere azzurre da aprile a dicembre, le balene grigie - che migrano lungo la costa del Nordamerica - tra dicembre e marzo. Ma si osservano anche orche, a volte, delfini di varie specie, e poi foche e leoni marini. A un certo punto, lontano, si scorge pure un albatros. "È davvero rarissimo che usciamo in barca senza vedere un cetaceo" conclude Josh. "Tanto che se non si vede proprio nulla offriamo un viaggio gratuito!". Alla fine del nostro viaggio, in una giornata di maggio, conteremo almeno quattro megattere, vari delfini, leoni marini come se piovesse sul molo di Monterey, e poi uccelli da tutte le parti. 

Whalewatching nella baia di Monterey - foto Stefano Brambilla

4. CARMEL E LA SUA SPIAGGIA
Allora, Carmel-by-the-Sea è un microcosmo strano e affascinante, cui vale la pena di dare almeno un'occhiata con lo spirito di un antropologo o un sociologo. Perché non ci sono molti altri luoghi al mondo dove: 1. il numero di milionari residenti supera quello dei fast food (che non esistono o quasi); 2. ogni residente o quasi possiede un cane; 3. d'altronde, i cani hanno menu dedicati a loro in vari ristoranti; 4. i semafori, i neon e i pannelli pubblicitari sono considerati volgari e assolutamente antiestetici, per cui sono stati proibiti; 5. e neppure le caselle delle lettere sono ben viste: meglio andare all'ufficio postale, così si scambiano due chiacchiere tra vicini; 6. ci sono due case chiamate Hansel e Gretel e un'altra abitazione a forma di nave; 7. non si possono tagliare gli alberi se non per cause di forza maggiore; 8. e dove il sindaco è stato Clint Eastwood! 

Curiosità a parte, questo borghetto leccatissimo a 10 km da Monterey vale la visita per la sua spiaggia. Che è come quelle che si vedono nei film americani: grande, a forma di semiluna, piena di aquiloni e di cani (ovviamente) che corrono felici, bordata da cedri giganteschi e da ville da mille e una notte. Poi, la sera, si può optare per un buon ristorante. Noi ne abbiamo provati due, entrambi di origine e ispirazione italiana: Il Tegamino e La Balena. Ideali entrambi per gustare piatti squisiti e fare due chiacchiere in italiano con i proprietari, scoprendo qualcosa di più sul peculiare borgo di Carmel. 

Carmel-by-the-Sea - foto Stefano Brambilla

5. LE MERAVIGLIE DI POINT LOBOS
"L'incontro più grandioso di terra e acqua al mondo"
. Forse il pittore Francis McComas esagerava, ma questo spicchio di California appena a sud di Carmel e Monterey lascia davvero con la bellezza negli occhi. Bianche spiagge dove dormono le foche, colonie di vocianti cormorani, boschetti di cipressi ricoperti di licheni, acque cristalline che sembra di essere in Sardegna: ogni elemento pare posizionato apposta per essere dipinto da un pittore, o da un acquarellista. "C'è sempre qualche spunto da immortalare a Point Lobos" ci dice Ryan, proprietario di una galleria a Carmel, cavalletto posizionato a lato di uno dei sentieri. E c'è da credergli: perché c'è vita ovunque, a Point Lobos, vita che scorre, vita che vola, che nuota, che cresce.

Point Lobos State Reserve - foto Getty Images

Ci sarebbe da passare una giornata nella riserva, ma a chi ha solo un paio d'ore di tempo consigliamo almeno il Cypress Grove Trail, sentiero che si inoltra in un boschetto di cipressi di Monterey che definire "instagrammabili" è poco: i rami contorti ricoperti da licheni arancioni regalano scatti irripetibili. Peraltro, fu proprio la bellezza di questo boschetto a fare acquistare ai coniugi Allan l'area di Point Lobos, nel 1898 (e dobbiamo a loro se la bellezza si è conservata nel tempo). Poi il breve Sea Lion Point Trail e, a sud, il Bird Island Trail, in cui immergersi nella biodiversità di Point Lobos: sarà difficile non imbattersi in leoni marini, cormorani, pellicani, gabbiani, falchi pellegrini, lontre marine, foche e chi più ne ha più ne metta, tra prati fioriti e calette idilliache. Naturalmente ci sono molti altri sentieri da percorrere (acquistate la mappa all'ingresso del parco, dove si paga il ticket d'entrata) per scoprire com'era un tempo il paesaggio incantato della costa californiana.

Point Lobos State Reserve - foto Stefano Brambilla

6. A SUD, FINO A BIG SUR
L'unico problema della costa californiana è che spesso è ammantata dalla nebbia. Anche d'estate. A volte non si riesce proprio a vedere a un palmo di naso. Bisogna rischiare, non ci sono altri consigli. Perché quando c'è il sole è difficile non rimanerne incantati: la strada 1, che scorre lungo scogliere dirupate, serpeggiando tra baie e foreste, è quella classica meraviglia da film on the road che avete visto cento volte nel salotto di casa. Mettete su un rock made in USA, o qualsiasi altro genere amiate, e guidate cantando. O immaginando di cantare, almeno.  

Bixby Creek Bridge - foto Getty Images

A mezzora a sud di Monterey si incontra il Bixby Creek Bridge, meraviglia d'ingegneria a una sola campata, quelle opere che ormai sono parti integranti del paesaggio e quasi non si pensa più all'impatto che hanno avuto sulla costa. Poi, un'altra mezzora e si arriva a Big Sur, tra baie che richiamano la Scozia e la Bretagna, se non fosse per quelle enormi sequoie che ogni tanto fanno capolino da dietro la curva. "Ecco la California che sognavano gli uomini di un tempo" scriveva Henry Miller negli anni Cinquanta, quando venne ad abitare qui da novello eremita e diede il via a un fortunato periodo di arte anticonformista, di bellezza spirituale, di ritorno alla natura. Attenzione: non immaginatevi un paese a Big Sur, perché non c'é. C'è piuttosto un'atmosfera, da assaporare lungo la strada e fermandosi agli hotel, alla biblioteca di Miller, al Beach Trail dell'Andrew Molera State Park. E poi, soprattutto, alla Pfeiffer Beach: che è quasi un segreto, perché non c'è che un cartello sbiadito lungo la strada, 1 km a sud del Big Sur Lodge e della Big Sur Station, e solo venendo da nord. Lo fanno apposta, non vogliono che ci venga troppa gente, il posto è piccolo e delicato. Ma chi ci arriva trova il paradiso: una di quelle spiagge di vento e di onde, di sabbia e di luce e di archi scavati nella roccia che sembra creata apposta per un depliant turistico, o il video di una canzone. Noi non vi abbiamo detto nulla. 

Pfeiffer Beach - foto Stefano Brambilla

7. A NORD, FINO A ELKHORN SLOUGH

C'è un animale, lungo la costa della California, che è il simbolo di tante cose. Soprattutto di come l'uomo possa ritornare sui suoi passi e riparare ai guai provocati dalla sua ingordigia. Si chiama lontra marina ed è un  mammifero che negli anni Venti del Novecento era dato per estinto e invece no, miracolo, proprio a Big Sur ne trovarono una cinquantina di esemplari scampati alla forsennata caccia per la sua pelliccia. Pensare che un secolo prima era comune dal Giappone alla Russia all'Alaska, lungo tutta la costa del Pacifico. Poi, stop alla caccia, l'istituzione di aree protette e il prodigioso recupero. Dovuto anche al fatto che probabilmente non c'è animale più simpatico di lei: con quella faccia da peluche e l'abitudine di mettersi a galleggiare a pancia in su, con le zampette che rompono i ricci di mare sul petto. Gli scienziati americani hanno stabilito che la lontra di mare ha il "cuddling factor" (il "fattore coccole") più alto tra tutte le specie minacciate: la gente è pronta a sborsare molto di più per la sua salvaguardia rispetto a, tanto per fare un esempio, un serpente o a un uccelletto insegnificante. Le ingiustizie della natura.

Vi diciamo tutto questo perché dovreste dedicare un po' di attenzione a questa creatura così peculiare, che da queste parti vi sembrerà quasi comune ma alla fine comune non lo è affatto, visto che in California ne sopravvivono solo 2600 esemplari. La vedrete all'acquario di Monterey, ovviamente, ma il bello è avvistarla in mare, nel suo ambiente naturale: magari a Point Lobos, magari nel porto di Monterey. Ma il luogo più bello, che vale il trasferimento una mezz'ora a nord di Monterey, è l'estuario chiamato Elkhorn Slough, dove piccole barche a fondo piatto organizzano veri e propri safari per osservare e fotografare da vicino le lontre marine, ma anche i leoni marini, le foche e vari uccelli, dai becchi a cesoie ai chiurli. La partenza è da Moss Landing. Ed è un altro ottimo modo per sostenere un'attivista ecoturistica al cento per cento. 

Lontre marine nella Monterey Bay - foto Stefano Brambilla

8. A EST, IL PINNACLES NATIONAL PARK
Concludiamo con un'ultima meta, un po' più distante, certamente ancora più inconsueta di tutte quelle descritte finora, anche perché è l'unica lontana dall'oceano. A circa 90 minuti a est di Monterey, guidando dunque verso l'interno della California, si trova il Pinnacles National Park, uno dei più giovani parchi nazionali americani, istituito soltanto nel 2013: un'area di piccole montagne dal clima mediterraneo, dove rocce rosse create dalla faglia di Sant'Andrea dominano un paesaggio di colline arrotondate. Sembra davvero di essere in un altro mondo, anche perché di turisti stranieri qui ne giunge solo qualche dozzina in un anno, e di quelli motivati a mettersi uno zaino in spalla e imboccare un sentiero. 

Pinnacles National Park, High Peaks Trail - foto Stefano Brambilla

Pinnacles, infatti, è un parco da visitare solo se si ha voglia di camminare, perché non c'è molto altro da vedere altrimenti. Noi vi consigliamo di entrare da est, parcheggiare a Bear Gulch e scegliere l'High Peaks Trail, camminando in senso orario. Cinque ore di puro godimento che culminano nella (facile) ascesa degli "high peaks", che poi in realtà sono alti meno di mille metri. Il paesaggio è superbo, si passa strisciando a fianco delle pareti di arenaria rossa, per poi arrampicarsi tra canyon e macigni, e poi ancora scendere in gallerie e su gradini scavati nella roccia. Per accorciare il percorso, dopo la sezione alta, si può procedere sempre in senso orario e poi, al bivio, continuare per il Condor Gulch Trail fino al punto di partenza. Mentre camminavamo, un condor della California, altra rarissima specie sopravvissuta al tempo e all'uomo, ci ha salutati planando a qualche metro da noi, silenzioso com'era arrivato se n'è volato via. Un momento ideale per chiudere il nostro viaggio.

Pinnacles National Park, High Peaks Trail - foto Stefano Brambilla

INFORMAZIONI
- Info generali sulla California (in italiano) sul sito www.visitcalifornia.com.
- Punto 1 - Monterey. Sito web www.seemonterey.com. Acquario: www.montereybayaquarium.org.
- Punto 2 - dintorni di Monterey. 17 mile drive: www.pebblebeach.com/17-mile-drive.
- Punto 3 - whalewatching da Monterey: vari operatori, noi consigliamo Monterey Bay Whale Watch, www.gowhales.com
- Punto 4 - Carmel-by-the-Sea: www.carmelcalifornia.com.
- Punto 5 - Point Lobos: www.parks.ca.gov.
- Punto 7 - Elkhorn Slough. Safari nell'estuario con www.elkhornslough.com
- Punto 8 - Pinnacles National Park. Sito web www.nps.gov/pinn

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