Ci sono strade che uniscono mondi. Mondi vicini, ma diversissimi culturalmente e fisicamente. Diversi come possono essere i versanti di una montagna. Spesso da un lato c’è ancora la neve, dall’altro – a sud – s’è già sciolta.

Te ne accorgi camminando lungo la Via Spluga, antica strada maestra che in 75 chilometri collega Thusis, nel Canton Grigioni svizzero, con Chiavenna, Bandiera Arancione TCI in provincia di Sondrio. Un percorso transfrontaliero di recente certificato dal Touring nell’ambito del progetto Cammini e Percorsi.

L'abitato di Splugen / foto Giacomo Fè

Una via, la Spluga, che da secoli mette in comunicazione due universi culturali, tedesco e mondo latino, e due mondi geografici, mediterraneo e centro europeo. Del resto per un paio di millenni quella attraverso il passo Spluga è stata una vera e propria porta girevole, la via più semplice per valicare la porzione centrale delle Alpi.

Merci e persone transitavano da queste montagne, sfidando alcuni tratti di sentiero che solo a nominarlo atterrivano i viaggiatori: la Via Mala, la stretta gola del Reno nel tratto svizzero – tra Thusis e il paesino termale di Andeer – e il Cardinello, il tratto di sentiero aggrappato alla montagna, largo giusto per far passare una carovana di muli ma ben attrezzato con corde, che si affronta qualche chilometro dopo il passo dello Spluga, scendendo alla volta di Isola. Due passaggi obbligati, “stretti sentieri accidentati” che i viaggiatori ottocenteschi raccontavano con orrore, come si apprende nelle sale del Muvis, il museo della Via Spluga che si trova a Campodolcino, sul versante italiano.

In prossimità della Viamala / foto Giacomo Fè

Il fatto è che una volta i viaggiatori percorrevano il tragitto in qualsiasi stagione, poi è arrivato il progresso, l’epoca delle strade asfaltate e dei trafori, e le antiche vie sono andate temporaneamente in pensione. Almeno fino a quando, una ventina di anni fa, qualcuno non ha pensato che avesse senso far rivivere la Via Spluga, come sentiero escursionistico per unire due Paesi, Svizzera e Italia, e due mondi.

Cardinello / foto Giacomo Fè

Un sentiero che però oggi è aperto (e dunque manutenuto) solo durante la bella stagione, tra fine maggio e metà autunno. Una passeggiata nella storia e nella geografia che si affronta in 4, 5 tappe. Attraversando un paesaggio alpino con un sentiero ben tenuto, ben segnalato, ricco di luoghi in cui fermarsi per assaporare la storia e anche un buon pasto di montagna: gnocchetti di Chiavenna, vino robusto, formaggi, salsicce, bresaole.

Un percorso affascinante e non difficile, nonostante arrivi fino ai duemila metri di quota del passo Spluga, dove si trova il confine. Un percorso che abbiamo raccontato nel dettaglio su numero di Touring di aprile nel servizio “Ripercorrere le antiche vie”.

I vigneti di Chiavenna / Foto Giacomo Fè