
Marco, partiamo dall'emergenza. Avete fatto rientrare in Italia centinaia di persone da tutto il mondo. Com'è andata?
Il lavoro è stato incessante: fino a inizio aprile abbiamo riportato a casa circa 1400-1500 clienti, provenienti letteralmente dai quattro angoli della Terra. Puoi immaginare il grande sforzo di pianificazione, riprotezione, predisposizione di voli speciali. Quality ha dato assistenza - per puro spirito di servizio - anche a tante persone che non avevano prenotato nostri tour e che avevano bisogno di aiuto. Ma nella crisi e nella frenesia di quei giorni ci sono stati anche tanti aspetti positivi: innanzitutto la grande collaborazione e l'assistenza reciproca tra i vari tour operator italiani, con la Farnesina, con l'ASTOI (Astoi Confindustria Viaggi è l'associazione di categoria dei Tour operator, ndr). E poi l'assunzione di responsabilità e l'impegno a 360 gradi da parte delle agenzie di viaggio, che sono insostituibili e che, una volta superata questa gravissima crisi, saranno il vero motore della ripartenza.
In che senso le agenzie di viaggio contribuiranno alla ripartenza?

Difficile dirlo: dipende da come reagiranno i vettori aerei, dalla situazione sanitaria nei vari Paesi, da quando questi Paesi permetteranno di entrare senza quarantena e da molti altri fattori. Io penso che i viaggi di gruppo e verso mete distanti potranno ricominciare a ottobre o a novembre, e poi con maggiore decisione nella primavera 2021. Bisogna far passare un po' di tempo perché anche in Italia la situazione possa normalizzarsi: al momento, e per la prima volta nella storia, siamo noi che presentiamo problemi agli occhi degli stranieri, noi che dobbiamo migliorare la nostra condizione per essere accettati altrove.
Si parla molto di nuovi accorgimenti per mantenere le "distanze di sicurezza". Cosa ne pensi?
Penso che si potrà ripartire soltanto quando ci sarà un livello di sicurezza soddisfacente. La situazione è molto fluida: noi metteremo chi viaggia in condizione di avere garanzie e informazioni chiare sulle indicazioni sanitarie. D'altronde un viaggio non può essere fatto come si fosse in un ospedale, se ne perderebbe il senso. All'inizio si cercherà di dare un prodotto con partecipanti contenuti e servizi esclusivi, in modo tale da rendere i partecipanti i più tranquilli possibile.
In questo senso state pensando a nuovi prodotti?
Sì, lanceremo a breve un prodotto nuovo per viaggiare in Italia, da prenotare già nelle prossime settimane e da usufruire quando ci si potrà muovere liberamente. Vista l'impossibilità di uscire dai nostri confini, puntiamo sulla riscoperta del nostro Paese, abbinando per ognuna delle 10-12 proposte un "grande classico" (per esempio una città come Roma, Firenze, Venezia, Milano) a un itinerario inedito alla scoperta dei suoi dintorni. Un prodotto itinerante culturale, con ottimo livello di approfondimento, caratterizzato da piccoli numeri (massimo otto persone), guida privata e una novità: ci si muoverà autonomanente, ognuno con la propria macchina, in self drive, per poi ritrovarsi in luoghi prestabiliti per le visite guidate, ovviamente a distanza di sicurezza. Per questa ragione anche i pasti non sono inclusi e vengono decisi dai partecipanti.
Per il medio e lungo raggio, pensi che ci saranno destinazioni privilegiate?

È possibile che i prezzi crescano, almeno in una fase iniziale. Ovviamente faremo di tutto per tenerli come qualche mese fa, ma dovremo valutare per forza di cose la situazione: in primo luogo per le politiche di riempimento degli aerei.
Quale messaggio vuoi dare agli agenti di viaggio e ai nostri viaggiatori?
Agli agenti consiglio di mantenere acceso il desiderio del viaggio, a coltivare il filo rosso con i loro clienti, ad approfittare di questo periodo per formarsi con i tantissimi webinar e incontri che stiamo organizzando. A tutti che torneremo presto a vivere e a viaggiare come prima: ci siamo, siamo pronti, saremo sempre più pronti a partire per il mondo.
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