Questo è uno degli articoli sul tema "Giubileo 2025”. Ecco tutti gli articoli, altri se ne aggiungeranno nelle prossime settimane!

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Foto Shutterstock

Chi non ci ha pensato mente. Arrivare a due passi da Roma, nell'anno del Giubileo, senza subirne le costrizioni e le strettoie imposte dai grandi afflussi nella capitale: si può fare. Un viaggio on the road potrebbe essere la chiave di volta per non rinunciare alla bellezza dei paesaggi, ai sapori regionali, magari anche all'entusiasmo di partecipare agli eventi giubilari con una toccata e fuga, godendosi tutto quello che offre un territorio magnifico e ricco di storia e testimonianze artistiche com'è la Tuscia.

Tra Roma e la Toscana c’è un territorio dalle radici così profonde e marcate che può considerarsi quasi una ventunesima regione italiana, in bilico tra il mare e gli Appennini. Attraversare la Tuscia in camper è un modo per godersi un viaggio on the road in cui ammirare calanchi, laghi vulcanici, montagne e campagne ammantate di boschi e lunghi litorali sabbiosi. Non c’è strada, contrada e cittadina che non conservi tracce degli Etruschi, il “popolo del mare”. Moltissime sono ovviamente le vestigia romane e i lasciti dei Farnese, la nobile famiglia che in epoca rinascimentale consolidò nella Tuscia il proprio potere.

Punti di riferimento per pianificare il viaggio sono i laghi di Bolsena, Vico e Bracciano, riferimenti ideali per immaginare un itinerario e poi variarlo a piacere. Le principali strade per raggiungere la Tuscia sono la A1, che lambisce l’intero Viterbese da est; la A12 per raggiungere il Tirreno e accedere alla maremma laziale. Da Roma si può transitare sulla Cassia (la Sr2) e una volta lasciate le autostrade, si può tenere una andatura più che rilassata.

Tuscia in camper / Foto Shutterstock

UN TOUR DEL LAGO DI BOLSENA

Il lago di Bolsena è il più grande di origine vulcanica in Europa ed è l’unico a comprendere due isole, la Martana e la Bisentina. La prima tappa è indicata dalla Bandiera Arancione del Tci che certifica Bolsena come particolarmente accogliente e attrattiva. Una passeggiata nel suo centro storico ha due soste da non perdere, la Rocca Monaldeschi della Cervara e la millenaria Basilica di Santa Cristina.

Si lascia Bolsena, ma prima di lasciarsi cullare dalle acque del lago vale la pena allontanarsi dalle sue sponde per salire verso i colli, deviando qualche chilometro a monte di Bolsena in direzione di Bagnoregio, patria di San Bonaventura. Dal belvedere si apprezza la vista di Civita di Bagnoregio (nella foto in copertina), arroccata su uno sperone di tufo e collegata all’enorme roccia da un ponte pedonale. Si può quindi risalire il camminamento ed entrare nel borgo da Porta Santa Maria.

Si può proseguire per Montefiascone. Durante una passeggiata nella cittadina ci si può fermare a visitare la Rocca dei Papi e ammirare la grande cupola della cattedrale di Santa Maria e, infine, la Basilica romanico-gotica di San Flaviano.

Si riprende il camper e dopo aver ammirato i panorami sul lago si può tornare sulle sue sponde per una sosta a Marta, borgo di pescatori dominato dalla torre dell’Orologio, che è quanto rimane di un castello medievale. Anche qui si trova un approdo all’aria aperta, come nella vicinissima Capodimonte, con il paese coronato dal massiccio profilo di Palazzo Farnese e dalla collegiata dell’Assunta.

Montefiascone / foto Shutterstock

La prossima tappa è nell’entroterra, a Tuscania. Per arrivarci si può programmare una gita in bicicletta (meglio noleggiare una mtb o addirittura una e-bike) e seguire il corso del fiume Marta per circa 15 chilometri. Tuscania è una delle città più rappresentative della Tuscia e, sarà un caso… ma come Bolsena sfoggia la Bandiera arancione del Touring Club Italiano.

Il borgo è un intrico di stradine scandite da residenze aristocratiche, torri e chiese. Per godere del panorama migliore si va in piazza Italia, arricchita dalla fontana delle Sette Cannelle e dal Palazzo Baronale. Bisogna però uscire dall’abitato storico per ammirare due autentici gioielli monumentali: la chiesa di San Pietro e la basilica medievale di Santa Maria Maggiore. Non è finita, perché sempre intorno alla cittadina si trovano importanti necropoli etrusche.

Oltre Capodimonte, la strada torna ad allontanarsi dal lago di Bolsena. Superati Valentano e Latera, si procede quindi verso Gradoli, dove un’altra residenza dei Farnese ospita un museo con testimonianze sulla storia della nobile famiglia. Scendendo verso il lago, o riprendendo la strada a monte, si trova Grotte di Castro, con l’abitato sulla cima di un contrafforte di tufo. Sempre in collina, si arriva a San Lorenzo Nuovo, con una accogliente e armoniosa piazza a forma di ottagono. Da qui si scende di nuovo verso il lago lungo la via Cassia, costeggiandone la sponda fino a Bolsena, dove si chiude l’anello.

Gradoli / foto Shutterstock

VITERBO E I DINTORNI DEI LAGHI DI VICO E BRACCIANO 

La seconda parte del viaggio parte da Viterbo. L’originario insediamento etrusco, rivelato dalla necropoli rupestre della vicina Castel d’Asso, finì sotto il dominio di Roma e ne conserva i resti, come gli edifici di età imperiale sfiorati dalla via Cassia.

Secondo la leggenda, a fondare Viterbo fu Ercole, al quale sarebbe stato dedicato il tempio che sorgeva sul colle, oggi occupato dalla Cattedrale di San Lorenzo. La storia invece attribuisce le origini della città agli etruschi e i reperti archeologici che lo confermano - tratti di mura, fondazioni di ponti - affiorano qua e là tra le pietre del centro storico. La fortuna del luogo è data anche dal passaggio di una delle più importanti strade dell'antichità, la romana Via Cassia, che oggi è molto più conosciuta come Via Francigena.

Il tratto cittadino della Cassia è via San Pellegrino, che risale tortuosa uno dei quartieri che conservano meglio l’atmosfera medievale, con case e torri spesso uniti da arcate e sovrappassi. Nel Duecento, anche per la presenza di un celebre complesso termale, Viterbo diventa la residenza abituale dei papi e la sede dei conclavi, fatti che hanno contribuito ad accentrarvi inestimabili patrimoni artistici e religiosi.

Viterbo, il Palazzo dei Papi / foto Shutterstock

Spostandosi dalla città, si possono seguire due percorsi che avvicinano al lago di Vico. Il più tortuoso segue la via Cimina, mentre il più agevole (ma meno panoramico) esce dall’abitato sulla Cassia e raggiunge le sponde passando per Vetralla. In entrambi i casi si raggiunge Ronciglione, che sorge in collina a qualche chilometro dal lago. Da qui si può raggiungere Caprarola (meglio lasciare il proprio mezzo a Ronciglione e servirsi di un servizio di linea), di cui principale attrazione è il sontuoso palazzo Farnese, tra i migliori esempi di architettura umanistica in Italia.

Caprarola, Villa Farnese / foto Shutterstock

Caprarola è un’altra cittadina che sfoggia la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, come peraltro Sutri, a pochi chilometri da Ronciglione. In questo fazzoletto della Tuscia si concentrano testimonianze archeologiche e storiche: una necropoli etrusca, un mitreo scavato nel tufo, un anfiteatro romano capace di ospitare fino a novemila persone, la settecentesca villa Savorelli con i giardini e la piccola chiesa rinascimentale di Santa Maria del Tempo. Proseguendo lungo la Cassia in direzione Roma, poco dopo Sutri si svolta a destra, su una strada secondaria che in una decina di chilometri raggiunge il lago di Bracciano.

L'anfiteatro romano di Sutri / foto Shutterstock

Il lago di Bracciano è il terzo dei bacini vulcanici a nord di Roma ed è il secondo del Lazio per superficie. Le rive del lago e i borghi che lo circondano sono frequentatissimi, ma non mancano i servizi per sostare, offerti da campeggi e aree attrezzate.

Nonostante le controindicazioni del turismo "forzato" dai calendari festivi i borghi che punteggiano il territorio hanno conservato un fascino autentico. Se ne ha la dimostrazione soprattutto a Trevignano Romano, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Il lago di Bracciano e la fascia circostante al bacino sono anche protetti da un Parco regionale, che ne tutela la natura e l’ambiente. Superato il piccolo borgo rurale di Vicarello, la strada costeggia la riviera per poi deviare in salita verso Bracciano, dove si immette nel cuore del centro storico. Qui fu la famiglia degli Orsini a far costruire nella seconda metà del ‘400 un castello, ancora oggi in buono stato di conservazione.

Si può quindi riscendere verso le sponde del lago, per continuare fino ad Anguillara Sabazia. Il paese dista circa dieci chilometri, percorribili anche in bicicletta. Giunti ad Anguillara ci si può perdere in un labirinto di vicoli e piccoli slarghi, magari facendosi guidare dai profumi della cucina di una tipica trattoria. Occhio ai weekend, parecchio affollati di turismo “mordi” e fuggi.

Lago di Bracciano / foto Shutterstock

TUSCIA VITERBESE, SAPORI D'ACQUA DOLCE

A proposito di soste mangerecce e beverine... Protagonista delle ricette del territorio è il pesce d’acqua dolce. Tanti sono i piatti tipici in cui cui tinche, coregoni e anguille accompagnano fagioli, broccoli e cime di rapa. L’influenza della cucina maremmana e ovviamente di quella romanesca si "sente" soprattutto nelle preparazioni della carne, in special modo l’agnello e la coratella, interiora ovine spesso accompagnate dai carciofi.

Un capitolo a parte si deve aprire per il vino. Tante le Doc bianche, rosse e rosate di questi territori: Colli Etruschi Viterbesi, il Tarquinia, il Vignanello e naturalmente l’Est! Est!Est! di Montefiascone. A Gradoli si produce un ottimo Aleatico, anche in versione liquorosa.

Foto Shutterstock

IN CAMPER, MA CON GUSTO

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